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Come Utilizzare l’Estrattore di Succo

Molte persone sono ancora convinte che l’estrattore “spreme” la frutta, in realtà la funzione di spremitura è molto riduttiva e poco appropriata per un accessorio del genere. L’estrattore di succo, mastica lentamente la frutta e la verdura, estraendo solo il meglio da essa e preparando così un succo pulito e gustoso, con un minimo di scarti.

Consigli per usare al meglio il vostro estrattore

Una volta acquistato il vostro estrattore, potete iniziare subito a preparare un gustoso succo di frutta. Ma per prima cosa dovrete montarlo e seguire attentamente le istruzioni. Usare un estrattore è molto semplice, ma è opportuno farlo nella giusta maniera per evitare di danneggiarlo.

A questo punto, dovrete pulire e tagliare la frutta (o la verdura) preferita e inserirla nella bocchetta di ingresso che solitamente è piuttosto ampia, tale da permettere di introdurre anche una mela intera,. Tuttavia le dimensioni della bocca di ingresso possono variare a seconda del modello di estrattore e solitamente risulta più ampia nei modelli professionali.

Per usare al meglio il vostro estrattore di succo a freddo, ricordatevi ad esempio di tagliare a pezzi le verdure più fibrose o dure, per evitare di danneggiare la macchina. Inoltre pulite bene gli alimenti che contengono filamenti, i quali possono otturare l’apparecchio.

Non avrete invece problemi con la frutta quali mele, pere, arance, kiwi che oltre ad essere facilmente sminuzzabili, sono ricchi di succo e di vitamine, indispensabili per il vostro benessere.

Rispetto agli spremiagrumi più comuni, l’estrattore è un apparecchio che funziona a freddo, ovvero estrae il succo lentamente e senza arrivare ad alte temperature; i cibi non si ossidano e quindi mantengono inalterate le loro caratteristiche organolettiche, garantendo gusto e benessere sempre.

Infine per garantire la durata dell’estrattore di succo nel tempo, bisogna pulirlo bene ad ogni uso, con lo spazzolino in dotazione e con acqua corrente.

Alcuni modelli possono anche essere lavati in lavastoviglie. Leggete sempre attentamente le istruzioni in dotazione.

Estrattore di succo, usalo per la dieta

Forse non tutti sanno che l’estrattore di succo può essere usato anche nelle diete. Infatti, sarà un valido alleato per preparare estratti naturali detox, ad esempio con l’aggiunta di zenzero o curcuma, due potenti antiossidanti e detossinanti naturali.

Ancora non sei sicuro di come si usa un estrattore?

Dopo aver pulito e introdotto la frutta o la verdura scelta, non ti resta che far partire la macchina e aspettare che il succo puro esca direttamente nella caraffa. L’unica cosa da fare è bere in giornata il succo ottenuto perché essendo privo di conservanti, non può essere mantenuto a lungo.

Come recuperare gli scarti

A te che apprezzi centrifugare o estrarre succhi vivi potrebbe interessare il compostaggio; Hai mai pensato a quanto rapidamente si riempie il sacco dei rifiuti con gli scarti della frutta e della verdura? Per non parlare poi delle pozze di liquido lasciate in ascensore con sommo disgusto dei nostri vicini.

E’ arrivato il momento di dire basta a tutto questo e cominciare a gestire la frazione organica dei rifiuti in modo più pratico e più sostenibile per l’ambiente utilizzando una compostiera domestica.

Il compostaggio è il processo biologico di recupero della sostanza organica utile a produrre un fertilizzante naturale per la cura di tutte le piante. Questo è un processo naturale in cui i microrganismi, quali funghi e batteri, avviano la degradazione del materiale organico trasformandolo in humus. Dotarsi di una compostiera è una soluzione facile da adottare per ridurre i rifiuti prodotti nelle nostre case e allo stesso tempo dare il proprio contributo alla salvaguardia dell’ambiente. In una compostiera domestica, possono essere introdotti resti di frutta e di verdura, fondi di caffè, scarti di cibo cotto, gusci d’uovo, bustine di tè, segatura, ramoscelli, cartone, tovaglioli usati, fiammiferi e gelati.

Il compostaggio, sia domestico che industriale, è il miglior modo per ridurre la tossicità delle discariche. La frazione organica infatti contiene un’alta percentuale d’acqua, ed è il principale responsabile della produzione di percolato nelle discariche, un liquido altamente tossico che se non gestito correttamente può inquinare irreversibilmente le falde acquifere. Attraverso il compostaggio invece la materia organica si degrada ad opera di funghi e batteri senza produrre percolato e col vantaggio di trasformarsi in un fertilizzante naturale. I rifiuti alimentari prodotti nella propria abitazione, grazie ad una compostiera da balcone ad esempio, potranno essere riciclati in maniera pratica ed igienica.

La compostiera da giardino sta guadagnando popolarità proprio in quanto vi è una maggiore tendenza alla preoccupazione per la sostenibilità ed è un vero must per gli appassionati di giardinaggio fai da te. Può essere acquistata o realizzata artigianalmente.

Guide

Quali Attività Praticare per Bruciare i Grassi

In questa guida vediamo quali sono le migliori attività per bruciare i grassi.

Ellittica
Questo macchinario simula i movimenti eseguiti nello sci di fondo, per dettagli sul funzionamento è possibile vedere questa guida su Ellittica.net. Si tratta di uno dei migliori esercizi per bruciare i grassi perché vi permette di utilizzare un grande numero di cellule muscolari, aumentando nel frattempo la temperatura corporea. Se vi esercitate a un’andatura tranquilla potete entrare nella zona di consumo dei grassi, superati i 45 minuti di pratica continua — cui dovete arrivare in maniera graduale. Questo esercizio non sottopone le gambe né i piedi ad alcun impatto col terreno e vi permette di correre senza alcun problema il giorno dopo.

Vogatore
Esistono vari tipi di vogatori. Alcuni fanno lavorare le gambe in maniera troppo intensa per essere usati in un giorno di riposo dalla corsa, ma la maggior parte dei modelli vi permette di utilizzare diversi gruppi muscolari, sia nella parte superiore del corpo che in quella inferiore. Come nel caso dell’ellittica, potete esercitarvi per tutto il tempo che volete, basta arrivarci in maniera graduale. I vogatori migliori fanno lavorare un gran numero di cellule muscolari, aumentano la temperatura corporea, e possono essere usati per più di 45 minuti di seguito — e questo li rende degli ottimi macchinari per bruciare i grassi.

Cyclette
Praticare il ciclismo al chiuso (con una cyclette) è un’attività fisica che brucia più grassi del ciclismo all’aperto, perché aumenta un po’ di più la temperatura corporea — in quanto non potete godere dell’effetto rinfrescante del movimento d’aria generato quando si va in bicicletta all’aperto. I principali muscoli che vengono usati nel ciclismo, sia al chiuso che all’aperto, sono i quadricipiti — che si trovano sulla parte frontale e superiore delle cosce —e quindi, rispetto agli esercizi praticabili con il vogatore e l’ellittica, il numero totale di cellule muscolari impegnate nell’attività ciclistica è minore.

Non scordatevi di camminare!
Camminare è un’attività fisica che può essere praticata per tutto il giorno. Secondo me è un esercizio che “brucia i grassi celatamente” perché è così facile aggiungere centinaia di passi in più, specialmente in piccole dosi. Camminare è anche un eccellente esercizio di allenamento incrociato — se il tempo è brutto, si può camminare su un tapis roulant. Ma evitate assolutamente di camminare compiendo passi troppo lunghi.

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Come Preparare le Camille

Quando una cammina succedono anche cose strane. E’ che poi quando dimentichi il cellulare a casa e con te non hai nemmeno la radio, succede che sei costretta a pensare. E più pensi e più cammini. E più cammini e più ti rendi conto che proprio oggi hai talmente tanti pensieri che potresti tranquillamente partire da Roma e ritrovarti a Medjugorie per chiedere alla Madonna il miracolo di farti smettere di pensare.
Allora, tralasciamo i pensieri pesanti, ossia quelli veri, e soffermiamoci su questa osservazione che da ormai qualche mese mi viene mossa da più parti e da più lati, tanto che non riesco più a schivarne i colpi: “ah, senti, ma perché se arriviamo single a 35 anni non ci sposiamo io e te?”
Silenzio. Pausa. Riflessione.
Perché io fino a qualche mese fa ci ridevo sopra, lo prendevo come un complimento, ma poi, appunto, ho camminato e mi è venuta l’illuminazione. La conoscete la storia della Sora Camilla? E sapete che fine ha fatto la Sora Camilla? Io nemmeno, ma di sicuro è morta zitella. E sì, perché ad una certa età, avoglia a dire che sei single, ma se sei costretta a fare la tinta per coprirti i capelli bianchi e hai fatto l’abbonamento dal dentista anziché allo stadio, no non è più un tuo diritto poterti definire single. Del resto, anche in questo campo spazio ai giovani!
Insomma, tornando alla qui presente Sora Camilla, una sera proprio dopo una lunga passeggiata sono uscita con amici e uno di questi, anche poco conosciuto, se ne è uscito con la fatidica frase, abbassando però l’età del nostro presunto matrimonio: “Oh, ma perché se arriviamo single a 30 anni non ci sposiamo io e te?”
Alt.
Punto 1: quanti anni hai, e qualsiasi sia la risposta, di sicuro ne hai meno di 30 e allora perché pensi già a sposarti? e soprattutto perché non ci siamo incontrati prima così magari già ci eravamo sposati?;
Punto 2: ma quanti anni mi dai, così giusto per sapere, non che la cosa mi interessi e mi lusinghi, ma veramente sembro così giovane? Ovviamente il tutto corredato di smorfie e gestualità con le mani da sembrare tanto deficiente, quanto appunto una ragazzina di 14 anni per abbassarmi ancora più l’età.
Punto 3: e qui divento seria. Ora mi spieghi perché qua tutti mi vogliono sposare, ma nessuno nel frattempo, magari così, tanto per provare, si vuole fidanzare con me?
E la risposta è ciò che il giorno dopo mi ha fatto comprare un bel paio di Adidas Training nuove di zecca (Adidas e no Nike, è una questione di stile anche quando si è a passeggio tutte sudate) perché le mie mitiche All Star non sarebbero riuscite a portarmi fino alla Nostra Signora di Guadalupe in Messico.
“Beh, – e già balbettava – sposare perché non sei la classica tipa a cui devi spiegare come funziona un calcio d’angolo prima di portarla allo stadio, altrimenti ti fa vergognare con i vicini.”
Mio commento a lato: “Vabbè, ci può stare, anche se non hai capito che io allo stadio ci vado per conto mio, ho i miei amici, mi trasformo tipo Belfagor perché è la mia valvola di sfogo e a te non ti vedo proprio.”
E lui continua: “Ma anche perché, appunto, hai i tuoi interessi, non sei una che rompe se uno esce con gli amici o si va a fare una partita di calcetto.”
Mio commento a lato: “E certo, sennò sai che palle tu ed io, io e te. Mi sembra scontato. E poi ricordati che io mi devo dividere tra te e la Runci (Veronica)!”
E lui: “E anche perché hai sempre la battuta pronta, non ti scandalizzi per niente.”
Mio commento a lato: “Ecco, tutte belle cose, per carità, ma appunto perché allora non ci fidanziamo, ma dobbiamo aspettare altro tempo per sposarci?”
Botta finale di lui: “Per tutto questo! Perché una come te o la ami, o la odi. La odi da fidanzato perché è impegnativo. La ami da sposato perché ti rilassi.”
Ecco qua il Catullo de’ noantri.
Per tutti quelli che non hanno avuto la Polcaro al liceo: “Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris. Nescio, sed fieri sentio et excrucior. Odio e amo. Per quale motivo io lo faccia, forse ti chiederai. Non lo so, ma sento che accade, e mi tormento.”
Peccato che io non sia Lesbia, in tutti i sensi, e che alla fine mi sa tanto che, anche se magari non farò la fine della Sora Camilla, da me dovrete aspettarvi dal giorno alla notte direttamente l’invito al matrimonio, perché i “convenevoli” del fidanzamento a quanto pare non fanno al caso mio!
E quest’oggi, in onore della Sora Camilla e per tutti quelli che aspettano da me altre ricette della dieta Dukan, vi posto di nuovo la ricetta per le Camille, quelle dietetiche!

CAMILLE

Ingredienti:

– 8 cucchiai di CRUSCA d’AVENA
– 2 cucchiai di PHILADELPHIA BALANCE
– 2 UOVA
– 4 pugni di CAROTE alla julienne
– 3 gocce di DOLCIFICANTE liquido

Preparazione:

1) Come per tutte le altre torte Dukan che trovate in questo blog, innanzitutto dividete gli albumi dai tuorli.
2) Lavorate i tuorli con il dolcificante e unitevi anche i cucchiai di philadelphia balance. In questo caso ho utilizzato i fiocchi di latte, ma vi consiglio vivamente di usare la philadelphia balance.
3) Tritate al mixer le carote, ma potete anche lasciarle così intere come appaiono nella foto. In tal maniera ne sentirete maggiormente il gusto.
4) Una volta trita unite alle carote anche la crusca d’avena e mescolate il tutto.
5) A questo punto unite ai tuorli mescolati al formaggio anche le carote e la crusca .
6) Solo ora potete montare a neve gli albumi precedentemente messi da parte.
7) Appena montati mescolateli al composto.
8) Mescolate bene finché otterrete un composto omogeneo.
9) A questo punto, come al solito, bagnate, strizzate e stendete un foglio di carta forno su una teglia.
10) Versate tutto il composto e ponetelo al centro del forno preriscaldato a 180°.
11) Lasciate in forno per 20 minuti con il calore solo da sotto e per altri 10 minuti con il calore anche da sopra.

Molto semplice.

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Come Preparare Biscotti allo Zenzero

Ieri sera ero all’Oasi della birra con il Calzinaio Matto, Roberto e Serena (mio cugino e la moglie), Silvia (mia cugina, sorella di Roberto), Domenico (praticamente mio cugino, dato che ad onor del vero è entrato a far parte della famiglia prima lui di me, avendo 13 anni di più e avendo conosciuto mio cugino alle elementari), la Runci, mia sorella e Ciurrò, suo marito. Mancavano mio fratello e la fidanzata e poi saremmo stati tutti, tanto che quando mi ha chiamata Claudia, secondo me spinta da Marianna per capire se stessi dando una festa a casa sua, ha esclamato: “Ah, in pratica una riunione di famiglia!” Ma io sono stata bravissima a far finta di non capire dove volesse ricadere il suo sarcasmo…
Insomma, si parlava di un po’ di tutto, quando ad un certo punto il discorso è caduto sul viaggio a Copenaghen. Scherzavamo sulla sistemazione delle camere, che inizialmente sarebbero dovute essere composte da Serena e Roberto in doppia e io, Veronica (la Runci) e Domenico nella tripla, ma dato che ieri sera si è inserita in extremis anche mia sorella, giocavamo sulla possibile combinazione delle coppie in camera. La domanda ricadeva ovviamente su chi avrebbe dormito in stanza con Domenico e, se anche alla fine è stata proposta una quadrupla per i 4 viaggiatori scompagnati, qualcosa mi dice che ci dormirò io. Proverò a tranquillizzare mio padre dicendogli che ho un’arma letale per allontanare qualsiasi tipo di uomo: gli occhiali da casa! Eh sì, perché essendo una talpa e rompendone uno al mese io possiedo due paia di occhiali, uno che metto per uscire quando sono in vena di vestirmi da sexy secretary, e uno modello nonna Abelarda squattrinata che usa i fondi di bottiglia per setacciare le lenticchie.
Insomma, tornando al viaggio, secondo me un po’ stuzzicato dalla sistemazione delle camere il Calzinaio Matto ad un certo punto mi chiede ad alta voce cosa avessi intenzione di andare a vedere a Copenaghen. Distrattamente emetto un “bohhhhh”, ma forse, conoscendolo, avrei dovuto intuire dove sarebbe andato a parare. E infatti, in un istante lancia il suo commento: “Ma come, prima eri Miss Lonely Planet!”
E subito sento quel geniaccio della Runci che intona: “Come si cambia per non morire, come si cambia per amore…” E so a cosa si stesse riferendo la mia Runci, perché non più tardi di 3 giorni fa avevamo affrontato proprio l’argomento “come si cambia” quando ci si lascia e si torna single.
Lei mi stava rimproverando che in casa non faccio mai nulla, avanzando la tesi secondo la quale è anche giusto che io ritiri i panni dallo stendino, mi pieghi i miei e lasci i suoi tutti ammucchiati sul fornello della cucina, ma chi aveva stabilito che asciugamani e canovacci dovevano essere lasciati appesi in attesa che lei li mettesse apposto, essendo in fondo un bene comune? Per giustificarmi ho prima provato a tirare in ballo la legge del contrappasso, ma lei ha ribattuto giustamente che non funziona se a pagare le conseguenze è lei e non io. E così per sfuggire al cazziatone l’ho buttata sul drammatico: “Vero, forse non faccio più niente dentro casa perché con il Calzinaio Matto facevo tutto io e me ne lamentavo in continuazione. Ero diventata così pesante a causa delle pulizie di casa che…” Ma subito mi ferma: “E no amica mia, non ti permetto di vederla così. Se ti avesse aiutata, tu di certo non avresti avuto modo di lamentarti dei suoi calzini sparsi qua e là. E dai, una volta me lo sono ritrovata anch’io uno dentro la macchina! E poi guardaci: la nostra convivenza è un esempio di come vanno le cose quando le si fa insieme.” E dicendo così avevo capito di averla sfangata e di averle fatto involontariamente ammettere che noi ci compensiamo a vicenda, anche se io compenso solo cucinando!
In breve, una volta sfangato il cazziatone, sono riuscita a spostare la discussione su quando entrambe eravamo fidanzate e sugli errori che abbiamo giurato di non ripetere mai con il futuro fidanzato, anche perché abbiamo una certa età e non possiamo proprio permetterci di farci sfuggire anche il prossimo! E così abbiamo stilato insieme una lista di difetti, rotture di scatole, mancanze su cui non dovremmo mai più ricadere quando ci fidanzeremo, magari aspettando di ritirarle fuori quando però saremo sposate!
Ed ecco anche per voi la lista:
1) Continuare ad essere sempre curate. E per curate non vale andare dal parrucchiere quando il colore dei capelli forma la bandiera bianco nera della Juve, e non solo perché la juve sta sulle palle a tutti.
2) Truccarsi ogni giorno, anche se questo comporta la gran rottura di scatole di doversi struccare ogni sera, ma il nostro ragazzo non può pensare di essersi fidanzato con Biancaneve e poi averla trasformata nella strega cattiva nel preciso istante che ha pronunciato le parole” ti amo”. E’ anche una tutela per noi: potrebbe denunciarci per truffa aggravata.
3) Non lamentarci in continuazione delle sue appisolate sul divano, delle sue visite alla mamma, delle partite di calcetto e anche quelle alla playstation chiuso nella camera più lontana di casa, piuttosto godetevi il silenzio!
4) Non addormentarci davanti alla tv alle ore 20,30 nell’istante preciso in cui inizia il telegiornale, soprattutto se stanno passando la notizia di quella uccisa nel sonno dal marito. Potrebbe prendere spunto e voi nemmeno ve ne accorgereste.
5) Usare un solo paio di occhiali da vista, ossia quelli che mettete quando dovete chiedere un aumento a lavoro. Potrebbe funzionare anche quando dovrete chiedere un aumento di attività sessuale con lui.
6) Per chi ha il problema opposto, continuare ad avere rapporti sessuali regolari. E per regolari non intendo una volta al mese proprio quando avete il flusso mestruale per avere la scusa per rimandare anche quella volta.
7) Essere sempre depilate e non solo quando d’estate dovete uscire con le amiche, perché potrebbe prenderla come una sfida e lavarsi i denti solo quando esce con gli amici.
8) Abolite i calzini sopra il pantalone del pigiama, anzi abolite proprio il pigiama e i calzini e chiedete di farlo anche a lui così la mattinata avrete meno cose da sistemare.
9) E infine, apprezzate chi vi sta accanto, anche se è uno sconclusionato, pazzo, isterico, rompi palle e brontolone perchè magari un giorno potreste rimpiangerlo, o magari no, ma una come la Runci non si trova facilmente!

E dato che questo post è stato ispirato dal viaggio a Copenaghen che ci faremo nel periodo natalizio, oggi vi posto una ricetta tipica delle feste danesi, i biscotti allo zenzero.

Biscotti allo zenzero

Ingredienti:
600 gi di FARINA
250 g di ZUCCHERO
250 g di BURRO
150 g di MIELE
250 g di MANDORLE
2 cucchiai di ZENZERO
2 cucchiai di CHIODI DI GAROFANO tritati
1 cucchiaio di CANNELLA
1 cucchiaio di BICARBONATO

Preparazione:
Mischiate il burro sciolto con lo zucchero ed il miele. Aggiungete le mandorle tritate finemente, e, a poco a poco, la farina, in modo da non fare grumi. Lavorate fino ad ottenere un impasto omogeneo.
Aggiungete lo zenzero, la cannella e i chiodi di garofano tritati insieme al bicarbonato. Mescolate bene.
Aggiungete un cucchiaio di latte se l’impasto vi sembra troppo duro.
Formate una palla schiacciata e lasciatela in frigo per una notte, avvolta nella pellicola trasparente da cucina.

Trascorsa la notte, tagliate la palla a fette oppure stendetela con un mattarello e usate le formine che preferite per sagomare i vostri biscotti. Infornate i biscotti a 200° C su una teglia imburrata per 8-10 minuti.

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Come Preparare la Parmigiana

Single, sola, scompagnata, anche un po’ sfigata se volete, MA non sono una mangiatrice di uomini. Single non equivale a cacciatrice. Single non sta per State IN Guardia Legate Emotivamente. No, single fondamentalmente è uno status, come già spiegato nel post precedente, che ti permette una libertà di pensiero, movimento, azione, interessi e proprio per questo, spesso e volentieri si viene guardate con invidia. La stessa invidia, vi assicuro, o voi donne fidanzate (felicemente?!?!), sposate (convintamente?!?!), con la quale vi guardiamo noi single quando in gelateria comprate solo un cono da dividere a metà e i gusti, in genere puffo-banana-kinder, li scegliete addirittura voi; quando al ristorante ordinate un’insalata perché sapete bene che poi potrete affondare forchetta e coltello nella bistecca di chi vi siede di fronte; quando camminate mano nella mano ad un uomo alto 1,90 e voi siete poco meno di 1,50; quando al supermercato lanciate shampoo, balsamo e acqua, rigorosamente naturale, nel carrello già stracolmo perché tanto a portarlo è lui.
Ma la nostra, vi assicuro, è un’invidia bonaria. E’ quell’invidia che sprigiona un “ohhh” di tenerezza e ci fa dare furtivamente una gomitata all’amica, ovviamente single pure lei, che ci sta accanto. A questo punto in genere ci scappa uno sguardo complice come a dire “prima o poi…” e gli occhi ci diventano come quelli di Hello Spank (sì amica e coinquilina, tu sei proprio la reincarnazione di hello spank!).
Noi vi guardiamo e non possiamo fare a meno di pensare che un giorno tutto questo ritoccherà anche a noi. Quindi, basta con i pregiudizi, basta con le titubanze. Siate serene: quello che voi state vivendo, probabilmente anche noi lo abbiamo già vissuto e sicuramente lo rivivremo, ma, vi assicuro, non con il vostro uomo/fidanzato/marito. E nemmeno figlio. Dico a te mamma incontrata in spiaggia che, mentre parlavo in riva con il tuo cucciolo di uomo della tenera età di 34 anni, sei venuta a chiedergli cosa preferisse mangiare a cena. Peccato fossero le 10 di mattina e peccato avessi già declinato un suo invito. Sono soddisfazioni! E dato che il cucciolo della mamma aveva richiesto per cena una semplice parmigiana (forse perché il procedimento è lungo e così se la sarebbe tolta di mezzo?!?!), colgo la sfida al volo, certa di farla moooolto meglio di lei, perché è vero che sono single e convivo con una ragazza che in frigo tiene la farina e in forno le pentole, ma sono stata fidanzata anche io.

PARMIGIANA
Ingredienti:
– 1,5 kg di MELANZANE
– 300 g di CACIOCAVALLO
– 1 CIPOLLA
– 10 foglie di BASILICO
– 200 g di PARMIGIANO REGGIANO
– 2 spicchi di AGLIO
– 100 g di SALE GROSSO
– 2 bottiglie di PASSATA DI POMODORO
– OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA
– SALE q.b.
– OLIO DI SEMI q.b.

Preparazione:
1) tritare cipolla ed aglio e metterle a soffriggere 4 cucchiai di olio extravergine di oliva
2 )non appena l’aglio e la cipolla sono pronti, aggiungere la passata di pomodoro nel tegame
3) lasciar cuocere il sugo fino al suo addensamento
4) una volta cotto, aggiungere un pizzico di sale e le fogli di basilico
5) lavare e tagliare le melanzane in fette alte circa 1 cm per il verso della lunghezza
riporre le fette di melanzane in uno scolapasta e cospargere ogni strato con del sale grosso
6) lasciar riposare le melanzane per 1-2 ore con sopra un peso, in modo da far scolar via tutto il liquido amarognolo
7) a questo punto, sciacquare le melanzane e asciugarle bene
8) riempire una padella antiaderente abbastanza larga con l’olio di semi e friggervi le melanzane, prima da un lato e poi dall’altro fino a che non siano dorate
9) una volta fritte riporle su carta assorbente
10) a questo punto prendete una pirofila e cospargetela con un po’ d’olio e uno strato di sugo, poi iniziare a disporre le melanzane fritte cercando di non sovrapporle, versare un altro po’ di sugo in maniera uniforme e spolverate sopra il parmigiano.
11) aggiungere anche delle fettine sottili di caciocavallo
12) ripetere gli strati (sugo, melanzane, parmigiano e caciocavallo) stando solo attenti che il verso delle melanzane sia opposto a quello precedente
13) terminare l’ultimo strato con più abbondante parmigiano
14) mettere la parmigiana in forno a 200° per 45 minuti o finché il pomodoro sopra non abbia fatto la crosticina.

Molto semplice.