Cucina

Come Preparare le Camille

Quando una cammina succedono anche cose strane. E’ che poi quando dimentichi il cellulare a casa e con te non hai nemmeno la radio, succede che sei costretta a pensare. E più pensi e più cammini. E più cammini e più ti rendi conto che proprio oggi hai talmente tanti pensieri che potresti tranquillamente partire da Roma e ritrovarti a Medjugorie per chiedere alla Madonna il miracolo di farti smettere di pensare.
Allora, tralasciamo i pensieri pesanti, ossia quelli veri, e soffermiamoci su questa osservazione che da ormai qualche mese mi viene mossa da più parti e da più lati, tanto che non riesco più a schivarne i colpi: “ah, senti, ma perché se arriviamo single a 35 anni non ci sposiamo io e te?”
Silenzio. Pausa. Riflessione.
Perché io fino a qualche mese fa ci ridevo sopra, lo prendevo come un complimento, ma poi, appunto, ho camminato e mi è venuta l’illuminazione. La conoscete la storia della Sora Camilla? E sapete che fine ha fatto la Sora Camilla? Io nemmeno, ma di sicuro è morta zitella. E sì, perché ad una certa età, avoglia a dire che sei single, ma se sei costretta a fare la tinta per coprirti i capelli bianchi e hai fatto l’abbonamento dal dentista anziché allo stadio, no non è più un tuo diritto poterti definire single. Del resto, anche in questo campo spazio ai giovani!
Insomma, tornando alla qui presente Sora Camilla, una sera proprio dopo una lunga passeggiata sono uscita con amici e uno di questi, anche poco conosciuto, se ne è uscito con la fatidica frase, abbassando però l’età del nostro presunto matrimonio: “Oh, ma perché se arriviamo single a 30 anni non ci sposiamo io e te?”
Alt.
Punto 1: quanti anni hai, e qualsiasi sia la risposta, di sicuro ne hai meno di 30 e allora perché pensi già a sposarti? e soprattutto perché non ci siamo incontrati prima così magari già ci eravamo sposati?;
Punto 2: ma quanti anni mi dai, così giusto per sapere, non che la cosa mi interessi e mi lusinghi, ma veramente sembro così giovane? Ovviamente il tutto corredato di smorfie e gestualità con le mani da sembrare tanto deficiente, quanto appunto una ragazzina di 14 anni per abbassarmi ancora più l’età.
Punto 3: e qui divento seria. Ora mi spieghi perché qua tutti mi vogliono sposare, ma nessuno nel frattempo, magari così, tanto per provare, si vuole fidanzare con me?
E la risposta è ciò che il giorno dopo mi ha fatto comprare un bel paio di Adidas Training nuove di zecca (Adidas e no Nike, è una questione di stile anche quando si è a passeggio tutte sudate) perché le mie mitiche All Star non sarebbero riuscite a portarmi fino alla Nostra Signora di Guadalupe in Messico.
“Beh, – e già balbettava – sposare perché non sei la classica tipa a cui devi spiegare come funziona un calcio d’angolo prima di portarla allo stadio, altrimenti ti fa vergognare con i vicini.”
Mio commento a lato: “Vabbè, ci può stare, anche se non hai capito che io allo stadio ci vado per conto mio, ho i miei amici, mi trasformo tipo Belfagor perché è la mia valvola di sfogo e a te non ti vedo proprio.”
E lui continua: “Ma anche perché, appunto, hai i tuoi interessi, non sei una che rompe se uno esce con gli amici o si va a fare una partita di calcetto.”
Mio commento a lato: “E certo, sennò sai che palle tu ed io, io e te. Mi sembra scontato. E poi ricordati che io mi devo dividere tra te e la Runci (Veronica)!”
E lui: “E anche perché hai sempre la battuta pronta, non ti scandalizzi per niente.”
Mio commento a lato: “Ecco, tutte belle cose, per carità, ma appunto perché allora non ci fidanziamo, ma dobbiamo aspettare altro tempo per sposarci?”
Botta finale di lui: “Per tutto questo! Perché una come te o la ami, o la odi. La odi da fidanzato perché è impegnativo. La ami da sposato perché ti rilassi.”
Ecco qua il Catullo de’ noantri.
Per tutti quelli che non hanno avuto la Polcaro al liceo: “Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris. Nescio, sed fieri sentio et excrucior. Odio e amo. Per quale motivo io lo faccia, forse ti chiederai. Non lo so, ma sento che accade, e mi tormento.”
Peccato che io non sia Lesbia, in tutti i sensi, e che alla fine mi sa tanto che, anche se magari non farò la fine della Sora Camilla, da me dovrete aspettarvi dal giorno alla notte direttamente l’invito al matrimonio, perché i “convenevoli” del fidanzamento a quanto pare non fanno al caso mio!
E quest’oggi, in onore della Sora Camilla e per tutti quelli che aspettano da me altre ricette della dieta Dukan, vi posto di nuovo la ricetta per le Camille, quelle dietetiche!

CAMILLE

Ingredienti:

– 8 cucchiai di CRUSCA d’AVENA
– 2 cucchiai di PHILADELPHIA BALANCE
– 2 UOVA
– 4 pugni di CAROTE alla julienne
– 3 gocce di DOLCIFICANTE liquido

Preparazione:

1) Come per tutte le altre torte Dukan che trovate in questo blog, innanzitutto dividete gli albumi dai tuorli.
2) Lavorate i tuorli con il dolcificante e unitevi anche i cucchiai di philadelphia balance. In questo caso ho utilizzato i fiocchi di latte, ma vi consiglio vivamente di usare la philadelphia balance.
3) Tritate al mixer le carote, ma potete anche lasciarle così intere come appaiono nella foto. In tal maniera ne sentirete maggiormente il gusto.
4) Una volta trita unite alle carote anche la crusca d’avena e mescolate il tutto.
5) A questo punto unite ai tuorli mescolati al formaggio anche le carote e la crusca .
6) Solo ora potete montare a neve gli albumi precedentemente messi da parte.
7) Appena montati mescolateli al composto.
8) Mescolate bene finché otterrete un composto omogeneo.
9) A questo punto, come al solito, bagnate, strizzate e stendete un foglio di carta forno su una teglia.
10) Versate tutto il composto e ponetelo al centro del forno preriscaldato a 180°.
11) Lasciate in forno per 20 minuti con il calore solo da sotto e per altri 10 minuti con il calore anche da sopra.

Molto semplice.

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Come Preparare Biscotti allo Zenzero

Ieri sera ero all’Oasi della birra con il Calzinaio Matto, Roberto e Serena (mio cugino e la moglie), Silvia (mia cugina, sorella di Roberto), Domenico (praticamente mio cugino, dato che ad onor del vero è entrato a far parte della famiglia prima lui di me, avendo 13 anni di più e avendo conosciuto mio cugino alle elementari), la Runci, mia sorella e Ciurrò, suo marito. Mancavano mio fratello e la fidanzata e poi saremmo stati tutti, tanto che quando mi ha chiamata Claudia, secondo me spinta da Marianna per capire se stessi dando una festa a casa sua, ha esclamato: “Ah, in pratica una riunione di famiglia!” Ma io sono stata bravissima a far finta di non capire dove volesse ricadere il suo sarcasmo…
Insomma, si parlava di un po’ di tutto, quando ad un certo punto il discorso è caduto sul viaggio a Copenaghen. Scherzavamo sulla sistemazione delle camere, che inizialmente sarebbero dovute essere composte da Serena e Roberto in doppia e io, Veronica (la Runci) e Domenico nella tripla, ma dato che ieri sera si è inserita in extremis anche mia sorella, giocavamo sulla possibile combinazione delle coppie in camera. La domanda ricadeva ovviamente su chi avrebbe dormito in stanza con Domenico e, se anche alla fine è stata proposta una quadrupla per i 4 viaggiatori scompagnati, qualcosa mi dice che ci dormirò io. Proverò a tranquillizzare mio padre dicendogli che ho un’arma letale per allontanare qualsiasi tipo di uomo: gli occhiali da casa! Eh sì, perché essendo una talpa e rompendone uno al mese io possiedo due paia di occhiali, uno che metto per uscire quando sono in vena di vestirmi da sexy secretary, e uno modello nonna Abelarda squattrinata che usa i fondi di bottiglia per setacciare le lenticchie.
Insomma, tornando al viaggio, secondo me un po’ stuzzicato dalla sistemazione delle camere il Calzinaio Matto ad un certo punto mi chiede ad alta voce cosa avessi intenzione di andare a vedere a Copenaghen. Distrattamente emetto un “bohhhhh”, ma forse, conoscendolo, avrei dovuto intuire dove sarebbe andato a parare. E infatti, in un istante lancia il suo commento: “Ma come, prima eri Miss Lonely Planet!”
E subito sento quel geniaccio della Runci che intona: “Come si cambia per non morire, come si cambia per amore…” E so a cosa si stesse riferendo la mia Runci, perché non più tardi di 3 giorni fa avevamo affrontato proprio l’argomento “come si cambia” quando ci si lascia e si torna single.
Lei mi stava rimproverando che in casa non faccio mai nulla, avanzando la tesi secondo la quale è anche giusto che io ritiri i panni dallo stendino, mi pieghi i miei e lasci i suoi tutti ammucchiati sul fornello della cucina, ma chi aveva stabilito che asciugamani e canovacci dovevano essere lasciati appesi in attesa che lei li mettesse apposto, essendo in fondo un bene comune? Per giustificarmi ho prima provato a tirare in ballo la legge del contrappasso, ma lei ha ribattuto giustamente che non funziona se a pagare le conseguenze è lei e non io. E così per sfuggire al cazziatone l’ho buttata sul drammatico: “Vero, forse non faccio più niente dentro casa perché con il Calzinaio Matto facevo tutto io e me ne lamentavo in continuazione. Ero diventata così pesante a causa delle pulizie di casa che…” Ma subito mi ferma: “E no amica mia, non ti permetto di vederla così. Se ti avesse aiutata, tu di certo non avresti avuto modo di lamentarti dei suoi calzini sparsi qua e là. E dai, una volta me lo sono ritrovata anch’io uno dentro la macchina! E poi guardaci: la nostra convivenza è un esempio di come vanno le cose quando le si fa insieme.” E dicendo così avevo capito di averla sfangata e di averle fatto involontariamente ammettere che noi ci compensiamo a vicenda, anche se io compenso solo cucinando!
In breve, una volta sfangato il cazziatone, sono riuscita a spostare la discussione su quando entrambe eravamo fidanzate e sugli errori che abbiamo giurato di non ripetere mai con il futuro fidanzato, anche perché abbiamo una certa età e non possiamo proprio permetterci di farci sfuggire anche il prossimo! E così abbiamo stilato insieme una lista di difetti, rotture di scatole, mancanze su cui non dovremmo mai più ricadere quando ci fidanzeremo, magari aspettando di ritirarle fuori quando però saremo sposate!
Ed ecco anche per voi la lista:
1) Continuare ad essere sempre curate. E per curate non vale andare dal parrucchiere quando il colore dei capelli forma la bandiera bianco nera della Juve, e non solo perché la juve sta sulle palle a tutti.
2) Truccarsi ogni giorno, anche se questo comporta la gran rottura di scatole di doversi struccare ogni sera, ma il nostro ragazzo non può pensare di essersi fidanzato con Biancaneve e poi averla trasformata nella strega cattiva nel preciso istante che ha pronunciato le parole” ti amo”. E’ anche una tutela per noi: potrebbe denunciarci per truffa aggravata.
3) Non lamentarci in continuazione delle sue appisolate sul divano, delle sue visite alla mamma, delle partite di calcetto e anche quelle alla playstation chiuso nella camera più lontana di casa, piuttosto godetevi il silenzio!
4) Non addormentarci davanti alla tv alle ore 20,30 nell’istante preciso in cui inizia il telegiornale, soprattutto se stanno passando la notizia di quella uccisa nel sonno dal marito. Potrebbe prendere spunto e voi nemmeno ve ne accorgereste.
5) Usare un solo paio di occhiali da vista, ossia quelli che mettete quando dovete chiedere un aumento a lavoro. Potrebbe funzionare anche quando dovrete chiedere un aumento di attività sessuale con lui.
6) Per chi ha il problema opposto, continuare ad avere rapporti sessuali regolari. E per regolari non intendo una volta al mese proprio quando avete il flusso mestruale per avere la scusa per rimandare anche quella volta.
7) Essere sempre depilate e non solo quando d’estate dovete uscire con le amiche, perché potrebbe prenderla come una sfida e lavarsi i denti solo quando esce con gli amici.
8) Abolite i calzini sopra il pantalone del pigiama, anzi abolite proprio il pigiama e i calzini e chiedete di farlo anche a lui così la mattinata avrete meno cose da sistemare.
9) E infine, apprezzate chi vi sta accanto, anche se è uno sconclusionato, pazzo, isterico, rompi palle e brontolone perchè magari un giorno potreste rimpiangerlo, o magari no, ma una come la Runci non si trova facilmente!

E dato che questo post è stato ispirato dal viaggio a Copenaghen che ci faremo nel periodo natalizio, oggi vi posto una ricetta tipica delle feste danesi, i biscotti allo zenzero.

Biscotti allo zenzero

Ingredienti:
600 gi di FARINA
250 g di ZUCCHERO
250 g di BURRO
150 g di MIELE
250 g di MANDORLE
2 cucchiai di ZENZERO
2 cucchiai di CHIODI DI GAROFANO tritati
1 cucchiaio di CANNELLA
1 cucchiaio di BICARBONATO

Preparazione:
Mischiate il burro sciolto con lo zucchero ed il miele. Aggiungete le mandorle tritate finemente, e, a poco a poco, la farina, in modo da non fare grumi. Lavorate fino ad ottenere un impasto omogeneo.
Aggiungete lo zenzero, la cannella e i chiodi di garofano tritati insieme al bicarbonato. Mescolate bene.
Aggiungete un cucchiaio di latte se l’impasto vi sembra troppo duro.
Formate una palla schiacciata e lasciatela in frigo per una notte, avvolta nella pellicola trasparente da cucina.

Trascorsa la notte, tagliate la palla a fette oppure stendetela con un mattarello e usate le formine che preferite per sagomare i vostri biscotti. Infornate i biscotti a 200° C su una teglia imburrata per 8-10 minuti.

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Come Preparare la Parmigiana

Single, sola, scompagnata, anche un po’ sfigata se volete, MA non sono una mangiatrice di uomini. Single non equivale a cacciatrice. Single non sta per State IN Guardia Legate Emotivamente. No, single fondamentalmente è uno status, come già spiegato nel post precedente, che ti permette una libertà di pensiero, movimento, azione, interessi e proprio per questo, spesso e volentieri si viene guardate con invidia. La stessa invidia, vi assicuro, o voi donne fidanzate (felicemente?!?!), sposate (convintamente?!?!), con la quale vi guardiamo noi single quando in gelateria comprate solo un cono da dividere a metà e i gusti, in genere puffo-banana-kinder, li scegliete addirittura voi; quando al ristorante ordinate un’insalata perché sapete bene che poi potrete affondare forchetta e coltello nella bistecca di chi vi siede di fronte; quando camminate mano nella mano ad un uomo alto 1,90 e voi siete poco meno di 1,50; quando al supermercato lanciate shampoo, balsamo e acqua, rigorosamente naturale, nel carrello già stracolmo perché tanto a portarlo è lui.
Ma la nostra, vi assicuro, è un’invidia bonaria. E’ quell’invidia che sprigiona un “ohhh” di tenerezza e ci fa dare furtivamente una gomitata all’amica, ovviamente single pure lei, che ci sta accanto. A questo punto in genere ci scappa uno sguardo complice come a dire “prima o poi…” e gli occhi ci diventano come quelli di Hello Spank (sì amica e coinquilina, tu sei proprio la reincarnazione di hello spank!).
Noi vi guardiamo e non possiamo fare a meno di pensare che un giorno tutto questo ritoccherà anche a noi. Quindi, basta con i pregiudizi, basta con le titubanze. Siate serene: quello che voi state vivendo, probabilmente anche noi lo abbiamo già vissuto e sicuramente lo rivivremo, ma, vi assicuro, non con il vostro uomo/fidanzato/marito. E nemmeno figlio. Dico a te mamma incontrata in spiaggia che, mentre parlavo in riva con il tuo cucciolo di uomo della tenera età di 34 anni, sei venuta a chiedergli cosa preferisse mangiare a cena. Peccato fossero le 10 di mattina e peccato avessi già declinato un suo invito. Sono soddisfazioni! E dato che il cucciolo della mamma aveva richiesto per cena una semplice parmigiana (forse perché il procedimento è lungo e così se la sarebbe tolta di mezzo?!?!), colgo la sfida al volo, certa di farla moooolto meglio di lei, perché è vero che sono single e convivo con una ragazza che in frigo tiene la farina e in forno le pentole, ma sono stata fidanzata anche io.

PARMIGIANA
Ingredienti:
– 1,5 kg di MELANZANE
– 300 g di CACIOCAVALLO
– 1 CIPOLLA
– 10 foglie di BASILICO
– 200 g di PARMIGIANO REGGIANO
– 2 spicchi di AGLIO
– 100 g di SALE GROSSO
– 2 bottiglie di PASSATA DI POMODORO
– OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA
– SALE q.b.
– OLIO DI SEMI q.b.

Preparazione:
1) tritare cipolla ed aglio e metterle a soffriggere 4 cucchiai di olio extravergine di oliva
2 )non appena l’aglio e la cipolla sono pronti, aggiungere la passata di pomodoro nel tegame
3) lasciar cuocere il sugo fino al suo addensamento
4) una volta cotto, aggiungere un pizzico di sale e le fogli di basilico
5) lavare e tagliare le melanzane in fette alte circa 1 cm per il verso della lunghezza
riporre le fette di melanzane in uno scolapasta e cospargere ogni strato con del sale grosso
6) lasciar riposare le melanzane per 1-2 ore con sopra un peso, in modo da far scolar via tutto il liquido amarognolo
7) a questo punto, sciacquare le melanzane e asciugarle bene
8) riempire una padella antiaderente abbastanza larga con l’olio di semi e friggervi le melanzane, prima da un lato e poi dall’altro fino a che non siano dorate
9) una volta fritte riporle su carta assorbente
10) a questo punto prendete una pirofila e cospargetela con un po’ d’olio e uno strato di sugo, poi iniziare a disporre le melanzane fritte cercando di non sovrapporle, versare un altro po’ di sugo in maniera uniforme e spolverate sopra il parmigiano.
11) aggiungere anche delle fettine sottili di caciocavallo
12) ripetere gli strati (sugo, melanzane, parmigiano e caciocavallo) stando solo attenti che il verso delle melanzane sia opposto a quello precedente
13) terminare l’ultimo strato con più abbondante parmigiano
14) mettere la parmigiana in forno a 200° per 45 minuti o finché il pomodoro sopra non abbia fatto la crosticina.

Molto semplice.

Cucina

Come Preparare i Croissant Salati

Come tutti sapete, vivo a casa della Runci da ormai il 22 febbraio, alternandola di tanto in tanto con quella di Marianna, del Calzinaio Matto e quella dei miei genitori, ma solo quando mio fratello mi permette di infilarmi nel lettone con lui. E come tutti sapete, casa mia in realtà è pronta, ma io faccio finta che ancora manchino cose fondamentali, tipo i quadri appesi alle pareti, o le mensole da montare. Oggi però ho dovuto fare i conti con me stessa, dicendomi che forse era arrivata l’ora di diventare grande e di smetterla di fare la profuga con il portabagagli pieno di vestiti e scarpe, anche perché a forza di girovagare di casa in casa senza preavvisi la faccenda mi sta costando più per mutande e calzini, che per la ristrutturazione di porte e finestre. Così ieri pomeriggio, oltre a muovermi finalmente per comprare la cappa (ormai è diventata emblema del mio trastullarmi per non venire ad abitarci), mi sono fermata a riflettere sul perché io non voglia andare vivere lì da sola. Per mesi mi sono detta che una volta assaporata la vita di Testaccio non avrei più voluto cambiare quartiere: non è da tutti poter andare a comprare gli hamburger alla macelleria della piazza con la sciarpetta della Lazio al collo senza essere avvelenata al primo morso. Da sempre, poi, ho dichiarato che non potrei mai più vivere senza la Runci, ma poi lei ha deciso di segnarsi in palestra a Balduina sotto casa mia e così anche questo appiglio è svanito, dato che me la trascinerò a dormire con me almeno tre volte a settimana.

Così, non avendo più giustificazioni da apportare, oggi sono andata a casa nuova e ho iniziato a girarmela in solitaria per capire cosa mi respingesse nel venire ad abitare qui. E non ci è voluto molto per capirlo. Quando ho iniziato i lavori di questa casa convivevo ancora con il Calzinaio Matto, con il quale avevamo condiviso la demolizione di alcuni muri e sognavamo come sarebbe stata la nostra cucina. Pochi mesi dopo ci siamo lasciati, ma il progetto della casa era ormai andato avanti e quell’impronta rimane tuttora in maniera evidente.
Appena si entra, si apre un open space di non so quanti metri quadri con in fondo, al centro della sala, una cucina che nemmeno Vissani si sognerebbe per cucinare senza doverci isolare in un’altra stanza quando ci sono gli amici. Su questo open space si aprono due porte, una del bagno per gli ospiti e un’altra che porta alla zona notte: due camere e due bagni entrambi con doppi lavelli, perché io avrò gemelli, me lo sento! Nessuna cabina armadio perché il Calzinaio Matto è troppo disordinato e mi avrebbe fatto innervosire ogni mattina. Stanze non troppo grandi perché entrambi abbiamo sempre vissuto appiccicati nelle parti comuni di casa e giardino mattonato perché entrambi abbiamo il pollice nero, io per le piante e lui per i barbecue che fa ad oltranza anche d’inverno.
Insomma, non ci volevano sei mesi per capire che forse il mio rifiuto per questa casa era dovuto al fatto che rappresenta tutto ciò che ho desiderato per quattro anni di convivenza e che ad un passo dall’ottenere la vita che ho sempre sognato, in un baleno mi è sfuggita di mano. Immagino che ciascuno di voi da piccolo immaginava come sarebbe stata la propria vita da grande. Bhè, io l’ho continuata ad immaginare anche quando sono diventata grande, tanto che quando ho conosciuto il Calzinaio Matto dopo pochi mesi gli ho dato l’out out per andare a convivere, perché dovevo mantenere intatta la mia tabella di marcia. A 26 anni fuori di casa, del matrimonio non me n’è mai fregato niente, ma a 30 i figli per forza! E invece eccomi qua, a 31 anni senza figli, con una relazione di convivenza con una donna che “amo” nemmeno fosse l’uomo che mi ha chiesto di sposarlo al centro dell’Olimpico e una casa ancora tutta da arredare.

A questo pensiero, ho aperto la porta di casa, sono andata al supermercato a comprare tutti gli ingredienti e, una volta tornata, ho iniziato ad impastare la farina con le uova per preparare quei croissant che avrei voluto tanto cucinare per i miei ospiti durante le feste. E mentre impastavo e scaricavo tutta la tensione, mi sono guardata intorno con occhi diversi. Davanti a me ho iniziato a vedere un divano tutto colorato a righe che presto comprerò (io e il gusto dell’orrido…) e che il Calzinaio Matto non mi avrebbe mai permesso di mettere. Alla mia destra i pensili di colore azzurro, segno di riconoscimento della mia fede laziale, altra cosa che quel romanista a tempo perso non mi avrebbe mai concesso. Nel bagno degli ospiti tessere di mosaico di ogni sfumatura del viola e del rosa che fa tanto kitch anni 70, a dispetto del suo gusto “passo inosservato”.
E quando è stato il momento di infornare i miei croissant salati ed hanno iniziato a sprigionare l’odore che associo sempre alle feste, ho pensato bene di chiamare le mie amiche e di invitarle all’inaugurazione di casa, perché non importa se ci sia ovunque l’impronta di quella che sarebbe dovuta essere la mia vita col Calzinaio Matto.
Quello che conta è che senza nemmeno accorgermene io sia andata avanti per la mia strada e il gusto dell’orrido con la quale ho tirato su questa casa ne è segno evidente, ed è ciò che ora la rende la MIA casa e che sarà presto dimora della mia nuova vita.
Sempre con due gemelli, questo è ovvio.

CROISSANT SALATI

Ingredienti:
300 g di FARINA
35 g di PARMIGIANO
1 tuorlo d’UOVO
220 g di BURRO
SALE

Preparazione
1) su una spianatoia mettere 240 g di farina e formate la classica fontana
2) fare un buco al centro della farina e mettere il tuorlo con in pizzico di sale
3) a filo aggiungere un pò d’acqua
4) iniziate ad impastare fino ad ottenere un composto omogeneo e liscio
5) ora formate un panetto con la restante farina e il burro
6) stendere con il mattarello il primo impasto, fino ad ottenere un foglio di pasta alto circa 5 mm
7) ora stende l’altro impasto e sovrapponetelo al primo
8) ora ripiegate il tutto in quattro parti e stendete di nuovo la sfoglia
9) lasciate riposare per circa 30 minuti
10) ora tagliate la sfoglia in una decina di triangoli
11) al centro di ogni triangoli mettete il parmigiano e avvolgeteli su loros tessi partendo dalla punta, sino ad arrivare alla base
12) rivestita una teglia con carta forno ed adagiatevi i croissant
13) spennellate ciascun croissant con un tuorlo sbattuto e infornate a 180° per 20 minuti circa
14) fate raffreddare prima di tagliarli e riempirli a vostro piacimento

Molto semplice.

Fai da Te

Come Realizzare Rete Ondulata all’Uncinetto

In questo video tutorial, vi verranno spiegati tutti i passaggi per realizzare un magnifico lavoro all’uncinetto, nello specifico vedrete come creare una rete ondulata ed elastica, molto semplice da realizzare e con una decorazione frontale differente da quella sul retro.

Prima di tutto, procuratevi come sempre si fa con questo tipo di lavorazioni
un filato di lana a vostra scelta e del colore che preferite,
un uncinetto adatto al tipo di filato che avete scelto di utilizzare.

Realizzate subito una fila di base composta da un certo numero di catenelle, finchè non avrete raggiunto la lunghezza di 1 metro circa, poi mettete il filo sull’uncinetto, inseritelo nella quart’ultima catenella della fila di base e lavorate un punto alto. Realizzate altri tre punti alti, ciascuno in ognuna delle successive tre catenelle della fila e a seguire fate un’altra catenella.

A questo punto, saltate la catenella successiva ed eseguite ancora una volta un punto alto, poi fate una catenella e dopo averne saltata una della fila di base, nella catenella successiva lavorate un altro punto alto. Continuate la lavorazione realizzando altri cinque punti alti, uno per ogni catenella della fila di base e andate avanti con la lavorazione così come spiegato nel video e realizzate tanti splendidi lavori con questa rete ondulata all’uncinetto.