Fai da Te

Come Sfruttare gli Insetticidi Naturali

In mancanza di D.D.T. potete sempre far ricorso a certe piante che hanno dimostrato la loro efficacia contro parecchi nemici.

Conoscete per esempio il tagete, che si chiama anche «garofano d’India» dai petali gialli, arancioni o picchiettati di bruno, che diffonde un forte odore pepato e muschiato e che può disturbare certi olfatti sensibili? ,
In Africa, se ne intrecciano delle ghirlande messe a seccare nelle case per allontanare le mosche. Perché non provare anche voi questa bella ricetta colorata?
Se si fanno bollire le foglie di tagete, si ottiene un decotto che, utilizzato polverizzandolo sulle piante del giardino, allontana i pidocchi, i bruchi ed altri nemici nascosti sotto terra come gli aleuroni e i nematodi. D’altronde, in giardino, avete tutto l’interesse a coltivare i garofani d’India perché le loro radici emettono delle sostanze che impediscono la proliferazione dei funghi e delle lumache: sono veramente la panacea universale! E saprete tutto quando ricorderete che queste sostanze hanno anche la proprietà di non piacere alle erbacce che preferiscono allontanarsi e installarsi in un altro territorio!

Il geranio «rosato» (Pelargonium graveolens) ha delle foglie molto ritagliate che evocano piuttosto una felce che le foglie del geranio tradizionale. Il loro odore ha una forte dominante di melissa e disturba sovranamente mosche e zanzare: piantatelo sul bordo della finestra come si fa d’altronde nel Mezzogiorno e nelle Lande. Questi gerani dal profumo tanto particolare possono essere collezionati, perché ne esistono parecchie varietà dagli odori molto diversi.

Le ortiche hanno molti difetti, tra gli altri quello di bruciare dolorosamente la pelle, ma possono giocare un ruolo molto efficace contro i pidocchi a condizione di farle fermentare per ottenere lo scolo di ortiche. A questo scopo, bisogna riempire un recipiente abbastanza alto (tipo fusto o barile) di foglie di ortiche e aggiungervi dell’acqua fino al bordo. Fin dal secondo giorno, le ortiche fermentate sono utilizzabili come strumento di lotta preventiva contro i pidocchi. Inoltre, questo liquido, molto ricco d’azoto, è un meraviglioso concime naturale.

Le pulci detestano l’odore delle foglie fresche di pomodoro, così come le mosche. Coltivate dei pomodori sul davanzale della finestra: non hanno bisogno di molta terra per svilupparsi e possono perfettamente crescere in vaso.

Il limone, per il suo odore, fa scappare le formiche (particolarmente quando è ammuffito!). Utilizzatene il succo per cospargere tutto quanto potrebbe essere alla loro portata.

Quanto all’aglio, certi giardinieri affermano che basta piantarne qualche spicchio sotto le piante amate dai pidocchi per vederli disertare.

Preparerete una ricetta ancora più efficace contro questi neri nemici del giardino, sbucciando degli spicchi d’aglio freschi ai quali mescolerete una cucchiaiata di schegge di sapone di Marsiglia, il tutto messo a bagno per una notte nell’acqua calda. L’indomani, polverizzerete questo decotto sulle piante attaccate e vedrete fuggire i pidocchi (e forse fuggirete voi stessi perché l’odore è veramente temibile!). Ricominciate questo trattamento parecchie volte, perché si dimostri efficace.

Fai da Te

Come Coltivare Funghi in Casa

Se coltivare i funghi in casa è una delle vostre aspirazioni e non temete di cimentarvi nella realizzazione di una piccola fungaia fai da te, allora siete al posto giusto. Con questa breve guida vi daremo qualche utile consiglio per avviare una piccola produzione di funghi, in casa o in giardino.

 

 

COSA SERVE PER INIZIARE

Per poter coltivare i funghi in casa avrete bisogno di un briciolo di organizzazione e di pochi elementi base, quali:

Una cassetta di legno a bordo alto, come quelle usate per la frutta o per la verdura.

Un sacchetto di plastica nero per foderare l’interno della cassetta.

Del substrato, ovvero del terreno colturale composto da una miscela di letame molto maturo, paglia, foglie e scarti vegetali secchi in quantità adatte per riempire la cassetta.

Circa 2 kg di terra fine non troppo acida, corretta con un pugno di polvere di gesso, che dovrete sterilizzare in forno ad una temperatura di 80° C. Si raccomanda di non superare la temperatura consigliata altrimenti verranno uccisi anche i batteri buoni utili allo sviluppo del micelio.

Una quantità di circa 30 gr di micelio di fungo che trovate in qualsiasi consorzio agrario o negozio per l’agricoltura e per il giardinaggio. Sono disponibili diverse tipologie di micelio come lo Champignon, i Pioppini, i Pleurotus a seconda di quello che volete coltivare.

 

PROCEDIMENTO

Lavate con molta attenzione la cassetta e una volta asciugata per bene foderatene l’interno con il sacchetto nero, coprendo ogni spazio e lasciando un lembo più lungo in modo da utilizzarlo come copertura. A questo punto prendete il substrato che avete miscelato precedentemente e versatelo nella cassetta compattandolo, per non lasciare spazi di aria, fino a 5 cm dal bordo superiore. Bagnate bene con acqua tutta la superficie, coprite con il lembo del sacchetto nero e fate riposare per due settimane in modo che eventuali processi di fermentazione si esauriscano.

Trascorse le due settimane dovrete porre il micelio da voi scelto all’interno di alcune buchette, profonde 3-4 cm, che procederete a fare nel substrato alla distanza di 10-15 cm l’una dall’altra. Bagnate di nuovo tutto, coprite con il lembo del sacchetto e riponete in un ambiente alla temperatura compresa tra 22-28° C. Dopodiché per mantenere la giusta umidità annaffiate tutti i giorni senza però creare degli accumuli di acqua.

Dopo aver ripetuto questo procedimento per 20 giorni circa, in prossimità delle buchette si sarà formata una sorta di muffa bianca, è il micelio che sta affiorando. A questo punto ricoprite tutto il substrato con un nuovo strato di terra sterile e non acida spesso 1-2 cm e subito dopo bagnate, compattate delicatamente e lisciate. La cassetta così preparata andrà ricoperta con il telo di plastica solo parzialmente e riposta in un ambiente ad una temperatura ideale tra 12-14° C. In questa seconda fase è bene conservare la cassetta in un luogo ombreggiato, pulito, umido e fresco, come ad esempio un angolo esterno della casa che però non sia esposto al sole e al vento. Bagnate tutti i giorni per mantenete la giusta umidità senza creare ristagni d’acqua.

All’incirca 15-20 giorni dopo, i primi funghi faranno la loro comparsa e cresceranno fino a quando, raggiunta la dimensione giusta, saranno raccolti con l’aiuto di un coltellino e senza strapparli dal terreno. Continuate ad annaffiare regolarmente il micelio che così produrrà funghi per circa 4-6 mesi, e a riprese, in relazione alla qualità del substrato e alle condizioni ambientali.

Se non avete il tempo necessario da dedicare alla preparazione del substrato oppure avete difficoltà a reperire i materiali, in commercio esistono dei substrati già pronti all’uso, molto pratici ed economici. Dovrete solo annaffiarli e i funghi spunteranno in men che non si dica. I kit pronti, reperibili in vivai oppure su internet, offrono una grande varietà di coltivazioni come Pleurotus, Pioppini, Chiodini, Corallini, Champignon e molti altri.

 

 

RACCOMANDAZIONI

Per la coltivazione dei funghi è bene mantenere la massima igiene in quanto sono molto sensibili a malattie e parassiti, perciò ricordate di effettuare la sterilizzazione in forno a 60-80° C per un paio di ore. Mantenete pulito il luogo dove andrà posizionata la cassetta, meglio se poggiata su due mattoni, attraverso una spolverata di calce oppure distendendo a terra un telo di plastica. Laddove, durante la crescita, dovessero comparire muffe o macchie toglietele subito con un coltellino.

 

Cucina

Come Preparare il Rotolino Arabo

Avete mai pensato al perché quando due persone si separano, usiamo dire che “si lasciano”? Io ci stavo riflettendo ieri sera sdraiata sul letto di Marianna. Il filo del pensiero è nato proprio a causa di questo letto e alla vita sconclusionata che sto vivendo da qualche mese a questa parte. Quando mi sono “lasciata”, ho “lasciato” tante cose e non solo il Calzinaio Matto. Per iniziare insieme a lui ho lasciato il gatto, la cucina, il letto e l’elenco potrebbe continuare all’infinito. Ma improvvisamente da quando mi sono sdraiata su questo letto, mi sono accorta che tutto dipende da che punto di vista guardiamo le cose. Perché se è vero che ho perso un letto, è anche vero che ho conquistato una piazza da Marianna, un divano e un soppalco da Veronica, i grattini di mio fratello quando mi sento sola e triste e mi infilo con lui sotto le pezze, un cuscino anche da Claudia e una sdraio da Piergiorgio. E a proposito di cucina, è vero che ora non ho nemmeno una padella per cuocere un uovo al tegamino, ma è anche vero che stanno finendo di montarmene una da far invidia alla Clerici e da poter fotografare per la nuova rubrica “tifo kitsch” di Lazialità.
Insomma, quello che voglio dire è che nella vita, soprattutto quando si decide di fare passi così importanti come il “lasciare” qualcosa o qualcuno, serve sempre il pensiero positivo, la capacità di guardare al bicchiere mezzo pieno e magari, se proprio tutto questo non basta, di scolarselo con qualche amico. Funziona!
Cose che pensiamo di cui non potremmo mai farne a meno, persone che pensiamo non potremmo mai vivere in altra maniera, con un po’ di coraggio e magari anche un pizzico di follia, riusciamo ad inquadrarle sotto un’altra luce.
Ho lasciato il Calzinaio Matto, ma ho conquistato un amico a cui non devo più raccogliere i calzini in ogni angolo di casa.
Ho lasciato la cucina, ma ho conquistato una nuova verve per tornare a scrivere il blog.
Ho lasciato un letto, ma ho conquistato un sacco di case in più dove rifugiarmi.
In sintesi, quello che voglio dire a tutti quelli che si trovano nella situazione in cui io mi sono trovata pochi mesi fa, è che un letto è un letto, in qualsiasi casa ci accolga. E non può essere la comodità di un giaciglio confortevole a farci rimanere incollati ad un materasso vecchio e che ormai ha preso una brutta forma. Anche se quella forma gliel’abbiamo impressa noi. Spesso la cosa migliore è sostituirlo con uno nuovo, anche se all’inizio può costare un po’ ed è ancora tutto da plasmare. Ma proprio per questo dovremmo essere invogliati a sdraiarci sopra ogni volta che lo abbiamo davanti. E se si trova il coraggio di buttare il vecchio materasso, che magari era anche pieno di acari, e di acquistarne un altro, magari anche ergonomico con funzione memory per la nostra forma, la cosa migliore che si possa fare per inaugurarlo è fare la cosa che sicuramente prima ci veniva impedita: mangiarci sopra!
E allora, per tutti quelli che stanno decidendo di dare nuova forma ad un nuovo materasso, ecco la ricetta per inaugurarlo, il ROTOLINO ARABO.

Ricetta “rubata” al bar di Stefano, proprio sotto il mio ufficio. E penso proprio che con questa vita da single, gli ruberò ben presto qualche altra idea!
Per chi vuole sperimentare: Via Montello, 12 – quartiere Prati – Roma

ROTOLINO ARABO

Ingredienti:
– 80 g di straccetti di POLLO
– 50 g di YOGURT MAGRO
– qualche fogliolina di INSALATA
– una spruzzata di CURRY
– 1 PIADINA bella grande
– 1 cucchiaino di MIELE
– una noce di SENAPE
– OLIO extravergine di oliva

Preparazione:
1) lessare gli straccetti di pollo in acqua salata
2) e poi lasciarli raffreddare in un recipiente capiente
3) una volta raffreddati, aggiungere yogurt e mescolare fino a completo amalgamamento
4) poi aggiungere il miele, la senape, il curry
5) mescolare e solo in fine passare un goccio d’olio
6) stendere la piadina e al centro disporre il pollo ben condito
7) aggiungere qualche foglia di insalata sopra e arrotolare la piadina
8) se volete potete anche scaldare, ma è buonissimo anche così.

Molto semplice.

Cucina

Come Utilizzare l’Estrattore di Succo

Molte persone sono ancora convinte che l’estrattore “spreme” la frutta, in realtà la funzione di spremitura è molto riduttiva e poco appropriata per un accessorio del genere. L’estrattore di succo, mastica lentamente la frutta e la verdura, estraendo solo il meglio da essa e preparando così un succo pulito e gustoso, con un minimo di scarti.

Consigli per usare al meglio il vostro estrattore

Una volta acquistato il vostro estrattore, potete iniziare subito a preparare un gustoso succo di frutta. Ma per prima cosa dovrete montarlo e seguire attentamente le istruzioni. Usare un estrattore è molto semplice, ma è opportuno farlo nella giusta maniera per evitare di danneggiarlo.

A questo punto, dovrete pulire e tagliare la frutta (o la verdura) preferita e inserirla nella bocchetta di ingresso che solitamente è piuttosto ampia, tale da permettere di introdurre anche una mela intera,. Tuttavia le dimensioni della bocca di ingresso possono variare a seconda del modello di estrattore e solitamente risulta più ampia nei modelli professionali.

Per usare al meglio il vostro estrattore di succo a freddo, ricordatevi ad esempio di tagliare a pezzi le verdure più fibrose o dure, per evitare di danneggiare la macchina. Inoltre pulite bene gli alimenti che contengono filamenti, i quali possono otturare l’apparecchio.

Non avrete invece problemi con la frutta quali mele, pere, arance, kiwi che oltre ad essere facilmente sminuzzabili, sono ricchi di succo e di vitamine, indispensabili per il vostro benessere.

Rispetto agli spremiagrumi più comuni, l’estrattore è un apparecchio che funziona a freddo, ovvero estrae il succo lentamente e senza arrivare ad alte temperature; i cibi non si ossidano e quindi mantengono inalterate le loro caratteristiche organolettiche, garantendo gusto e benessere sempre.

Infine per garantire la durata dell’estrattore di succo nel tempo, bisogna pulirlo bene ad ogni uso, con lo spazzolino in dotazione e con acqua corrente.

Alcuni modelli possono anche essere lavati in lavastoviglie. Leggete sempre attentamente le istruzioni in dotazione.

Estrattore di succo, usalo per la dieta

Forse non tutti sanno che l’estrattore di succo può essere usato anche nelle diete. Infatti, sarà un valido alleato per preparare estratti naturali detox, ad esempio con l’aggiunta di zenzero o curcuma, due potenti antiossidanti e detossinanti naturali.

Ancora non sei sicuro di come si usa un estrattore?

Dopo aver pulito e introdotto la frutta o la verdura scelta, non ti resta che far partire la macchina e aspettare che il succo puro esca direttamente nella caraffa. L’unica cosa da fare è bere in giornata il succo ottenuto perché essendo privo di conservanti, non può essere mantenuto a lungo.

Come recuperare gli scarti

A te che apprezzi centrifugare o estrarre succhi vivi potrebbe interessare il compostaggio; Hai mai pensato a quanto rapidamente si riempie il sacco dei rifiuti con gli scarti della frutta e della verdura? Per non parlare poi delle pozze di liquido lasciate in ascensore con sommo disgusto dei nostri vicini.

E’ arrivato il momento di dire basta a tutto questo e cominciare a gestire la frazione organica dei rifiuti in modo più pratico e più sostenibile per l’ambiente utilizzando una compostiera domestica.

Il compostaggio è il processo biologico di recupero della sostanza organica utile a produrre un fertilizzante naturale per la cura di tutte le piante. Questo è un processo naturale in cui i microrganismi, quali funghi e batteri, avviano la degradazione del materiale organico trasformandolo in humus. Dotarsi di una compostiera è una soluzione facile da adottare per ridurre i rifiuti prodotti nelle nostre case e allo stesso tempo dare il proprio contributo alla salvaguardia dell’ambiente. In una compostiera domestica, possono essere introdotti resti di frutta e di verdura, fondi di caffè, scarti di cibo cotto, gusci d’uovo, bustine di tè, segatura, ramoscelli, cartone, tovaglioli usati, fiammiferi e gelati.

Il compostaggio, sia domestico che industriale, è il miglior modo per ridurre la tossicità delle discariche. La frazione organica infatti contiene un’alta percentuale d’acqua, ed è il principale responsabile della produzione di percolato nelle discariche, un liquido altamente tossico che se non gestito correttamente può inquinare irreversibilmente le falde acquifere. Attraverso il compostaggio invece la materia organica si degrada ad opera di funghi e batteri senza produrre percolato e col vantaggio di trasformarsi in un fertilizzante naturale. I rifiuti alimentari prodotti nella propria abitazione, grazie ad una compostiera da balcone ad esempio, potranno essere riciclati in maniera pratica ed igienica.

La compostiera da giardino sta guadagnando popolarità proprio in quanto vi è una maggiore tendenza alla preoccupazione per la sostenibilità ed è un vero must per gli appassionati di giardinaggio fai da te. Può essere acquistata o realizzata artigianalmente.

Guide

Quali Attività Praticare per Bruciare i Grassi

In questa guida vediamo quali sono le migliori attività per bruciare i grassi.

Ellittica
Questo macchinario simula i movimenti eseguiti nello sci di fondo, per dettagli sul funzionamento è possibile vedere questa guida su Ellittica.net. Si tratta di uno dei migliori esercizi per bruciare i grassi perché vi permette di utilizzare un grande numero di cellule muscolari, aumentando nel frattempo la temperatura corporea. Se vi esercitate a un’andatura tranquilla potete entrare nella zona di consumo dei grassi, superati i 45 minuti di pratica continua — cui dovete arrivare in maniera graduale. Questo esercizio non sottopone le gambe né i piedi ad alcun impatto col terreno e vi permette di correre senza alcun problema il giorno dopo.

Vogatore
Esistono vari tipi di vogatori. Alcuni fanno lavorare le gambe in maniera troppo intensa per essere usati in un giorno di riposo dalla corsa, ma la maggior parte dei modelli vi permette di utilizzare diversi gruppi muscolari, sia nella parte superiore del corpo che in quella inferiore. Come nel caso dell’ellittica, potete esercitarvi per tutto il tempo che volete, basta arrivarci in maniera graduale. I vogatori migliori fanno lavorare un gran numero di cellule muscolari, aumentano la temperatura corporea, e possono essere usati per più di 45 minuti di seguito — e questo li rende degli ottimi macchinari per bruciare i grassi.

Cyclette
Praticare il ciclismo al chiuso (con una cyclette) è un’attività fisica che brucia più grassi del ciclismo all’aperto, perché aumenta un po’ di più la temperatura corporea — in quanto non potete godere dell’effetto rinfrescante del movimento d’aria generato quando si va in bicicletta all’aperto. I principali muscoli che vengono usati nel ciclismo, sia al chiuso che all’aperto, sono i quadricipiti — che si trovano sulla parte frontale e superiore delle cosce —e quindi, rispetto agli esercizi praticabili con il vogatore e l’ellittica, il numero totale di cellule muscolari impegnate nell’attività ciclistica è minore.

Non scordatevi di camminare!
Camminare è un’attività fisica che può essere praticata per tutto il giorno. Secondo me è un esercizio che “brucia i grassi celatamente” perché è così facile aggiungere centinaia di passi in più, specialmente in piccole dosi. Camminare è anche un eccellente esercizio di allenamento incrociato — se il tempo è brutto, si può camminare su un tapis roulant. Ma evitate assolutamente di camminare compiendo passi troppo lunghi.