Casa

Il Segnale WiFi non Arriva in Tutta la Casa – Cosa Fare

Il Wi-Fi è diventato una parte essenziale della nostra quotidianità, permettendoci di connetterci a Internet con facilità da qualsiasi parte della nostra casa. Tuttavia, a volte ci si può trovare a lottare con un segnale Wi-Fi debole o inesistente in alcune aree della casa. In questa guida esploreremo le possibili cause di un segnale Wi-Fi debole e discuteremo le soluzioni per garantire una copertura Wi-Fi completa in tutta la casa. Inoltre, condividerò con voi alcuni aneddoti personali e lezioni apprese dalla mia esperienza con la configurazione di reti Wi-Fi domestiche.

Perché il segnale Wi-Fi non arriva in tutta la casa

Ci sono diverse ragioni per cui il segnale Wi-Fi potrebbe non raggiungere tutte le aree della vostra casa. Alcune delle cause più comuni includono:

Distanza dal router: il segnale Wi-Fi si indebolisce man mano che ci si allontana dal router. Se il router è posizionato in un angolo della casa, potrebbe non essere in grado di fornire una copertura adeguata in tutta la casa.

Interferenze: molti dispositivi elettronici e oggetti metallici possono causare interferenze al segnale Wi-Fi. Questo include elettrodomestici, telefoni cordless, specchi e strutture in acciaio o cemento armato.

Ostacoli fisici: muri, soffitti e pavimenti possono ostacolare la propagazione del segnale Wi-Fi, riducendo la copertura nelle aree più lontane dalla sorgente del segnale.

Sovraccarico di dispositivi: avere troppi dispositivi connessi alla rete Wi-Fi può sovraccaricare il router e ridurre la qualità del segnale per tutti i dispositivi.

Cosa fare se il segnale Wi-Fi non arriva in tutta la casa

Se il segnale Wi-Fi non copre adeguatamente tutta la vostra casa, esistono diverse soluzioni che potete adottare per migliorare la copertura e la qualità del segnale. Di seguito, esamineremo in modo più approfondito ciascuna di queste opzioni e discuteremo i loro vantaggi e svantaggi.

Riposizionare il router: spostare il router in una posizione più centrale e aperta può migliorare notevolmente la copertura del segnale Wi-Fi. Tuttavia, tenete presente che spostare il router potrebbe richiedere la ricollocazione di cavi e prese di corrente. Inoltre, se la vostra casa è molto grande o ha una pianta complessa, il riposizionamento del router potrebbe non essere sufficiente per garantire una copertura completa.

Aggiornare il router: l’acquisto di un router più recente e potente può offrire una copertura Wi-Fi più ampia e funzionalità aggiuntive, come il supporto per più bande di frequenza e una migliore gestione del traffico. Tuttavia, l’aggiornamento del router può essere costoso e potrebbe non risolvere completamente i problemi di copertura in ambienti difficili.

Utilizzare un ripetitore o un extender Wi-Fi: i ripetitori WiFi amplificano il segnale Wi-Fi esistente. Questi dispositivi possono essere utili per aumentare la copertura del segnale Wi-Fi in aree difficili da raggiungere, ma potrebbero non offrire le stesse prestazioni di una connessione diretta al router. Inoltre, alcuni extender possono creare una rete separata, il che significa che potreste dover passare manualmente tra le reti mentre vi spostate nella casa. Per dettagli è possibile vedere questa guida sui ripetitori WiFi.

Installare un sistema mesh Wi-Fi: i sistemi mesh Wi-Fi sono composti da più unità che lavorano insieme per creare una rete Wi-Fi unificata e coprire un’area più ampia. Questi sistemi sono particolarmente utili per le case più grandi o con molte stanze e possono garantire una copertura Wi-Fi più stabile ed efficiente. Tuttavia, i sistemi mesh Wi-Fi tendono ad essere più costosi rispetto ad altre soluzioni e potrebbero richiedere una configurazione più complessa.

Cambiare il canale Wi-Fi: modificare il canale Wi-Fi del router attraverso le impostazioni dell’interfaccia web può ridurre le interferenze e migliorare la copertura. Tuttavia, questo metodo potrebbe non essere efficace se ci sono molte reti Wi-Fi vicine che utilizzano una vasta gamma di canali.

Aggiornare l’antenna del router: sostituire l’antenna del router con un modello ad alto guadagno può offrire una copertura del segnale Wi-Fi più ampia. Prima di acquistare un’antenna di ricambio, verificate la compatibilità del vostro router e assicuratevi che l’antenna possa essere facilmente sostituita. Tenete presente che l’aggiornamento dell’antenna potrebbe non essere sufficiente da solo per risolvere i problemi di copertura in ambienti complessi o molto grandi.

Sperimentare con la posizione delle antenne del router: se il router ha antenne esterne, provate a regolarne la posizione per vedere se ciò migliora la copertura del segnale Wi-Fi. Ad esempio, se le antenne sono orientate verticalmente, provate a orientarne una orizzontalmente per vedere se la copertura migliora.

Ottimizzare le impostazioni del router: alcune impostazioni avanzate del router, come la larghezza del canale, il tipo di modulazione e la potenza di trasmissione, possono influenzare la copertura e le prestazioni del segnale Wi-Fi. Consultate il manuale del router o cercate guide online specifiche per il vostro modello per scoprire come ottimizzare queste impostazioni.

Installare un adattatore Wi-Fi ad alta potenza sui dispositivi: se il problema riguarda principalmente un dispositivo specifico, potreste considerare l’acquisto di un adattatore Wi-Fi USB ad alta potenza per aumentare la capacità di ricezione del segnale Wi-Fi del dispositivo.

Ricordate che la soluzione migliore per la vostra situazione potrebbe richiedere un approccio combinato di queste opzioni. Ad esempio, potreste iniziare riposizionando il router e aggiornando l’antenna, e se ciò non è sufficiente, potreste valutare l’installazione di un sistema mesh Wi-Fi o utilizzare extender Wi-Fi.

Sperimentate con diverse soluzioni e monitorate attentamente i miglioramenti nella copertura e nella qualità del segnale Wi-Fi. Potrebbe essere necessario un po’ di tempo e pazienza per trovare la combinazione ottimale di soluzioni per garantire una copertura Wi-Fi completa in tutta la casa.

Conclusioni

Affrontare problemi di copertura Wi-Fi può essere frustrante, ma con un po’ di pazienza e sperimentazione, è possibile migliorare notevolmente la qualità e la portata del segnale Wi-Fi in tutta la casa. Ricordatevi di valutare attentamente le vostre esigenze e di provare diverse soluzioni per trovare quella più adatta alla vostra situazione.

Un aneddoto personale che mi piace condividere riguarda la mia esperienza con la copertura Wi-Fi in una vecchia casa di campagna. A causa dei muri spessi e delle numerose stanze, il segnale Wi-Fi era molto debole e inaffidabile in alcune aree della casa. Dopo aver provato diverse soluzioni, tra cui riposizionare il router e utilizzare extender Wi-Fi, ho deciso di investire in un sistema mesh Wi-Fi. Questa soluzione ha notevolmente migliorato la copertura e la qualità del segnale Wi-Fi in tutta la casa, rendendo la connessione affidabile e stabile in ogni stanza.

Spero che questa guida dettagliata vi sia stata utile e che i miei aneddoti personali vi abbiano fornito una prospettiva aggiuntiva sull’importanza di affrontare i problemi di copertura Wi-Fi. Con le giuste soluzioni, è possibile garantire una connessione Wi-Fi affidabile e veloce in ogni angolo della vostra casa, migliorando la vostra esperienza di navigazione e l’utilizzo dei dispositivi connessi.

Fai da Te

Come Eliminare le Alghe in una Piscina

Le alghe possono rappresentare un problema fastidioso per chiunque possegga una piscina. Questi organismi unicellulari proliferano rapidamente e possono trasformare l’acqua limpida e cristallina in una massa verde e melmosa. Oltre a rendere meno invitante la vostra piscina, le alghe possono causare problemi di igiene e sicurezza. In questa guida vi mostrerò come eliminare le alghe dalla vostra piscina e come prevenire la loro ricomparsa. Inoltre, condividerò con voi alcuni aneddoti personali legati alla mia esperienza con la manutenzione delle piscine.

Come eliminare le alghe in un piscina

Eliminare le alghe dalla vostra piscina può essere un compito impegnativo, ma è fondamentale per garantire un ambiente pulito e sicuro per nuotare. In questa sezione, approfondiremo ulteriormente i passaggi per eliminare le alghe dalla vostra piscina e discuteremo alcune strategie aggiuntive per affrontare i diversi tipi di alghe che potreste incontrare.

Identificazione del tipo di alghe: prima di iniziare il processo di eliminazione delle alghe, è importante identificare il tipo di alghe presenti nella vostra piscina. Le alghe verdi sono le più comuni e generalmente le più facili da trattare. Le alghe gialle o “mostarda” e le alghe nere sono più resistenti e possono richiedere un approccio più aggressivo. Identificare il tipo di alghe vi aiuterà a scegliere il trattamento più efficace.

Aspirazione e spazzolamento: aspirate e spazzolate accuratamente tutte le superfici della piscina, prestando particolare attenzione alle aree in ombra e alle fessure dove le alghe potrebbero nascondersi. Utilizzate una spazzola rigida per piscine, adatta al materiale della vostra piscina (ad esempio, liner, cemento). Il processo di spazzolamento aiuta a staccare le alghe dalle superfici, facilitando la loro rimozione dall’acqua.

Regolazione dei livelli chimici: prima di procedere al trattamento specifico per le alghe, è essenziale bilanciare i livelli di pH, alcalinità e cloro nell’acqua. Un pH equilibrato e un’adeguata alcalinità favoriscono l’efficacia del cloro e di altri disinfettanti. Testate regolarmente l’acqua e aggiustate i livelli secondo necessità.

Trattamento di shock: eseguite un trattamento di shock clorinico o, se le alghe sono particolarmente ostinate, un trattamento di shock non clorinico a base di ossigeno attivo o monopersolfato di potassio. Seguite le istruzioni del produttore per la quantità di prodotto da utilizzare e lasciate agire il trattamento per almeno 24 ore. Il trattamento di shock aiuta ad eliminare rapidamente le alghe e a disinfettare l’acqua.

Filtrazione e pulizia: assicuratevi che il sistema di filtrazione della piscina sia pulito e funzionante correttamente. Pulite o sostituite i filtri se necessario e lasciate il sistema in funzione per almeno 24 ore dopo il trattamento di shock. Questo aiuta a rimuovere le alghe e i detriti dall’acqua, migliorando la qualità e la trasparenza.

Trattamenti specifici per le alghe: a seconda del tipo di alghe presenti nella vostra piscina, potrebbe essere necessario un trattamento specifico. Per le alghe gialle, utilizzate un alghicida specifico per alghe gialle. Per le alghe nere, spesso più difficili da eliminare, utilizzate un alghicida specifico per alghe nere o un trattamento granulare a base di cloro ad azione lenta, applicato direttamente sulle zone interessate. Seguite attentamente le istruzioni del produttore per garantire la massima efficacia del trattamento.

Ripetizione e monitoraggio: dopo aver completato il trattamento iniziale, controllate l’acqua e le superfici della piscina per assicurarvi che tutte le alghe siano state eliminate. Se necessario, ripetete i passaggi dal 2 al 6 finché l’acqua non è nuovamente limpida e priva di alghe. Inoltre, monitorate i livelli chimici dell’acqua per garantire che rimangano bilanciati e che il cloro sia presente in quantità sufficiente per prevenire la ricomparsa delle alghe.

Manutenzione preventiva: infine, per evitare che le alghe tornino a infestare la vostra piscina, è importante adottare misure preventive. Queste includono una manutenzione regolare della piscina, il controllo dei livelli chimici, l’utilizzo di alghicidi e la pulizia del sistema di filtrazione. Implementando queste pratiche nella vostra routine di manutenzione della piscina, sarete in grado di mantenere l’acqua pulita e libera da alghe.

Ricordate che l’eliminazione delle alghe dalla vostra piscina richiede tempo e pazienza, ma seguendo questi passaggi e approcci approfonditi, potrete ripristinare la bellezza e la funzionalità della vostra piscina. Non scoraggiatevi se il processo richiede più di un tentativo; ogni situazione è unica e potrebbe richiedere diversi cicli di trattamento per ottenere risultati soddisfacenti. Tuttavia, con impegno e attenzione, la vostra piscina tornerà ad essere un luogo di riposo e divertimento per voi e la vostra famiglia.

Come prevenire le alghe in un piscina

Prevenire la crescita delle alghe è fondamentale per mantenere la vostra piscina pulita e sicura. Ecco alcuni consigli su come prevenire le alghe nella vostra piscina:

Manutenzione regolare: aspirate, spazzolate e pulite regolarmente la piscina per rimuovere eventuali detriti e prevenire la formazione di alghe.

Monitoraggio dei livelli chimici: controllate regolarmente i livelli di pH, alcalinità e cloro dell’acqua e regolatele se necessario. Mantenere un equilibrio chimico corretto aiuta a prevenire la crescita delle alghe.

Filtrazione: assicuratevi che il sistema di filtrazione della piscina funzioni correttamente e pulite i filtri regolarmente. Un sistema di filtrazione efficiente aiuta a rimuovere le alghe e altri contaminanti dall’acqua.

Utilizzo di alghicidi: considerate l’utilizzo di un antialghe di qualità come parte della vostra routine di manutenzione della piscina. Gli alghicidi prevengono la crescita delle alghe e mantengono l’acqua pulita e cristallina.

Copertura della piscina: utilizzate una copertura per piscina quando non la utilizzate, in modo da limitare l’esposizione alla luce solare e ridurre la crescita delle alghe.

Circostanze ambientali: controllate regolarmente l’area intorno alla piscina per assicurarvi che non ci siano fonti di nutrienti, come foglie in decomposizione o fertilizzanti, che possano favorire la crescita delle alghe.

Conclusioni

Tenere la vostra piscina libera dalle alghe richiede attenzione e cura regolare, ma i risultati valgono lo sforzo. Seguendo i passaggi su come eliminare e prevenire le alghe nella piscina, potrete godervi un’acqua pulita e invitante tutto l’anno.

Un aneddoto personale che mi piace condividere riguarda una volta in cui ho trascurato la manutenzione della mia piscina durante una vacanza di due settimane. Al mio ritorno, ho scoperto che la piscina era diventata verde e piena di alghe. Ho impiegato diversi giorni e molto sforzo per ripulirla e riportarla alle condizioni originali. Da allora, ho imparato l’importanza di monitorare e mantenere i livelli chimici dell’acqua e di eseguire una manutenzione regolare, anche quando mi assento per brevi periodi.

Spero che questa guida dettagliata vi sia stata utile e che i miei aneddoti personali vi abbiano fornito una prospettiva aggiuntiva sull’importanza di prendersi cura della vostra piscina. Ricordate, la prevenzione è la chiave per mantenere la vostra piscina libera dalle alghe e garantire un’esperienza di nuoto piacevole e sicura.

Cucina

Come Conservare la Pasta Sfoglia

La pasta sfoglia è un ingrediente versatile e delizioso, adatto a una vasta gamma di ricette dolci e salate. Per chi apprezza cucinare e sperimentare in cucina, la pasta sfoglia è un must have che può essere utilizzato per realizzare torte, vol-au-vent, croissant e molto altro. Tuttavia, per preservare la sua fragranza e la sua texture friabile, è fondamentale sapere come conservarla correttamente. In questa guida esploreremo i diversi metodi di conservazione della pasta sfoglia e condividerò con voi alcuni aneddoti personali sul mio rapporto con questo ingrediente fantastico.

Come conservare la pasta sfoglia a temperatura ambiente

Se avete appena acquistato della pasta sfoglia confezionata e non prevedete di utilizzarla immediatamente, è possibile conservarla a temperatura ambiente fino alla data di scadenza indicata sulla confezione. Ecco come fare:

-Assicuratevi che la confezione sia integra e ben sigillata per evitare che l’aria entri e rovini la pasta.
-Conservate la pasta sfoglia in un luogo fresco e asciutto, lontano dalla luce diretta del sole e da fonti di calore, come stufe o forni.
-Per preservare al meglio la freschezza della pasta sfoglia, è possibile metterla in un contenitore ermetico.

Un aneddoto personale: una volta ho dimenticato una confezione di pasta sfoglia sul bancone della cucina per un paio di giorni. Quando ho deciso di usarla, mi sono reso conto che aveva perso la sua friabilità e il suo sapore era cambiato. Da quel momento, ho sempre fatto attenzione a conservarla correttamente.

Come conservare la pasta sfoglia in frigorifero

Se avete intenzione di utilizzare la pasta sfoglia entro pochi giorni, potete conservarla in frigorifero. Ecco come fare:

-Avvolgete la pasta sfoglia in pellicola trasparente o alluminio per proteggerla dall’umidità e dagli odori presenti nel frigorifero.
-Posizionate la pasta avvolta su un ripiano del frigorifero, preferibilmente nella parte centrale, dove la temperatura è più stabile.
-Ricordatevi di utilizzare la pasta sfoglia entro 2-3 giorni per assicurarvi che mantenga la sua consistenza e sapore ideali.

Come congelare la pasta sfoglia

Se avete intenzione di conservare la pasta sfoglia per un periodo più lungo, il congelatore è la soluzione migliore. Seguite questi passaggi per congelare correttamente la pasta sfoglia:

-Avvolgete la pasta sfoglia in pellicola trasparente o alluminio, facendo attenzione a sigillare bene i bordi per evitare che l’aria entri.
-Inserite la pasta avvolta in un sacchetto per congelatore e sigillatelo ermeticamente.
-Etichettate il sacchetto con la data di congelamento, in modo da ricordarvi quanto tempo è stata conservata.
-Posizionate la pasta sfoglia congelata nella parte più fredda del congelatore, lontano dalla porta, per mantenere una temperatura costante.

La pasta sfoglia congelata può essere conservata per 2-3 mesi senza perdere la sua qualità.
Quando decidete di utilizzare la pasta sfoglia congelata, scongelatela lentamente in frigorifero per 24 ore prima di usarla. Questo metodo preserva al meglio la sua consistenza e sapore. Evitate di scongelarla a temperatura ambiente o nel forno a microonde, poiché potrebbe rovinarne la struttura.

Conservazione della pasta sfoglia cotta

Conservare correttamente la pasta sfoglia cotta è importante per mantenere la sua consistenza croccante e il sapore delizioso. Ecco alcune opzioni per conservare la pasta sfoglia cotta, a seconda di quanto tempo intendete conservarla e di come prevedete di utilizzarla successivamente.

A temperatura ambiente
Se avete intenzione di consumare la pasta sfoglia cotta entro un giorno o due, potete conservarla a temperatura ambiente.
Lasciate raffreddare completamente la pasta sfoglia cotta prima di conservarla.
Posizionate la pasta sfoglia cotta su un piatto o in un contenitore e copritela con un tovagliolo di carta o un panno pulito per proteggerla dalla polvere e dagli insetti.
Evitate di utilizzare contenitori ermetici o pellicola trasparente, in quanto potrebbero intrappolare l’umidità e ammorbidire la pasta sfoglia.
Conservate la pasta sfoglia cotta in un luogo fresco e asciutto, lontano dalla luce diretta del sole e da fonti di calore.

In frigorifero
Se desiderate conservare la pasta sfoglia cotta per alcuni giorni, il frigorifero è un’opzione adeguata.
Lasciate raffreddare completamente la pasta sfoglia cotta prima di conservarla.
Avvolgete la pasta sfoglia cotta in un foglio di carta da cucina per assorbire l’umidità in eccesso.
Posizionate la pasta sfoglia avvolta in un contenitore poco ermetico o in un sacchetto di plastica con fori per permettere una leggera circolazione dell’aria.
Conservate la pasta sfoglia cotta nel frigorifero per un massimo di 3-4 giorni.
Quando siete pronti per consumare la pasta sfoglia cotta conservata in frigorifero, potete riscaldarla in forno a 180 gradi per 5-10 minuti per farla tornare croccante.

Nel congelatore
Per conservare la pasta sfoglia cotta per un periodo più lungo (fino a 2-3 mesi), il congelatore è la soluzione ideale.
Lasciate raffreddare completamente la pasta sfoglia cotta prima di conservarla.
Avvolgete ogni pezzo di pasta sfoglia cotta separatamente in pellicola trasparente o alluminio, facendo attenzione a sigillare bene i bordi per evitare che l’aria entri.
Posizionate i pezzi di pasta sfoglia avvolti in un sacchetto per congelatore, rimuovendo il più possibile l’aria prima di sigillare il sacchetto.
Etichettate il sacchetto con la data di congelamento e il tipo di pasta sfoglia cotta (ad esempio, “torta di mele” o “croissant”).
Quando siete pronti per consumare la pasta sfoglia cotta congelata, scongelatela lentamente in frigorifero per diverse ore o a temperatura ambiente per 1-2 ore, e poi riscaldatela in forno a 180 gradi.

Conclusioni

La conservazione corretta della pasta sfoglia è essenziale per mantenere la sua freschezza, sapore e friabilità. Ora che avete appreso i vari metodi per conservare la pasta sfoglia a temperatura ambiente, in frigorifero e nel congelatore, potete sperimentare con fiducia una vasta gamma di ricette deliziose.

Un aneddoto personale che mi piace condividere riguarda il momento in cui ho imparato l’importanza di conservare correttamente la pasta sfoglia. Una volta, durante una cena a tema francese con gli amici, ho preparato una quiche Lorraine utilizzando della pasta sfoglia congelata che avevo conservato per troppo tempo. Purtroppo, la pasta aveva perso la sua friabilità e il risultato finale non era all’altezza delle mie aspettative. Da quel momento, mi sono impegnato a seguire attentamente le linee guida per la conservazione della pasta sfoglia e, devo dire, i miei piatti a base di pasta sfoglia sono migliorati notevolmente.

Lavori Domestici

Come Preparare il Cosmopolitan

Qualcuno mi spieghi il significato dell’uomo con i capelli lunghi. No, veramente dico, io non ci arrivo, non lo capisco proprio.
Venerdì sera la mia cara amica Claudia ha trascinato noi povere ignare ad un concerto heavy-rock-metal e chi più ne ha più ne metta, perché le piaceva un tipo che vi avrebbe suonato. Ovviamente di quale concerto si trattasse non ce lo ha detto, fino a che non si è sincerata che ciascuna di noi fosse uscita di casa per dirigersi al luogo dell’appuntamento. “Via tiburtina, proprio dove abitava Mari”: solo questa è stata l’informazione fornitaci e infatti tutte noi ci siamo presentate chi vestita di bianco perché ha ancora l’abbronzatura da risaltare, chi con la maglietta con la quale dorme perché l’ho dovuta trascinare prima dal cinese e poi qua, chi con la canotta stile marinara perché già immersa nell’atmosfera lidense del giorno dopo e chi con il tacco a spillo perché “me lo sento, questo è il mio periodo”.

Insomma, alle 23 eravamo schierate stile Charlie’s Angel pronte ad immergerci nell’atmosfera da concerto e agguerrite stile Sex and city per passare la nostra serata fuori dalle righe. Passo all’unisono e sguardi proiettati in avanti, fino a che non abbiamo sbattuto il naso contro una porta nera di ferro con un tizio malconcio e grasso all’entrata che ci ha bloccate più per l’odore nauseabondo che sprigionavano i suoi capelli lunghi, che per la voce roca con la quale ci ha ammonite che avremmo dovuto fare la tessera. Marianna si è girata all’istante e l’abbiamo dovuta riacchiappare per la maglietta per non farle fare retromarcia. Io mi sono accesa la solita sigaretta e con la Runci abbiamo iniziato a guardarci intorno. Lei devo dire era ben assortita, ma io con i miei quattro capelli corti ero proprio fuori stile. Intorno a noi tutte chiome lunghe, sporche e soprattutto non di donne. Di uomini! Tutti uomini capelloni. E tutti vestiti di nero con tatuaggi a vista e giacchetti di pelle, chi strappati e chi bucati. Nessuna di noi ha avuto il coraggio di rivolgere parola a Claudia. In fondo eravamo là per una buona causa e così, pagati i 5 euro per la tessera, siamo scese al piano di sotto. Un bunker. Avete presente gli ultimi giorni di Hitler? Ecco, noi avremmo volentieri preso quella pasticca per morire, piuttosto che respirare quell’aria sudicia e pregna di pidocchi volanti. Ma che volanti, saltellanti di capoccia in capoccia.
Praticamente non ho fatto in tempo a scendere l’ultimo gradino della scala che ho visto Marianna chiudersi a riccio, stamparsi il suo sorriso finto sulla faccia e andarsi a sedere all’angolo più recondito della sala, non prima di aver ordinato cinque Cosmopolitan, che a detta sua avrebbero aiutato noi tutte a vedere un po’ a colori quei tipi vestiti tutti uguali, manco fossero una schiera di spazzacamini reduci dalle pulizie in casa della Befana. Claudia col suo solito aplomb ha cercato di vedere i lati positivi della faccenda: “Giulia, tu puoi trarre ispirazione per il tuo post; Veronica, tu puoi chiedere consiglio su quale shampoo usare e io vado a cercare il tizio prima di iniziare a puzzare anch’io”. Nel frattempo, in sala hanno iniziato a suonare. Suonare, vabbé a fare un casino assordante (a proposito, ma in questo tipo di musica qual è il ruolo del cantante? Perché diciamoci la verità, a parte ad essere quello con i capelli più lunghi del gruppo, ma chi sente che voce ha??) e gli uomini si sono disposti in file a seconda della lunghezza dei capelli, muovendosi avanti e indietro con tutto il loro capellame a briglia sciolta. Prima fila gli jesus christ; seconda fila gli uomini col caschetto; in penultima, fermi a rosicare, i rasati ( forse erano rasati perché avevano scoperto pochi giorni prima di avere i pidocchi?) e in ultima donne e pelati. Al lati noi, ma facevamo da tappezzeria in attesa che il tizio di Claudia si palesasse ai nostri occhi. Eravamo terrorizzate. Ormai ci aspettavamo di tutto. Io ero preoccupata per la reazione che avrebbe avuto Mari. Claudia era preoccupata invece per la reazione che avrebbe avuto il tipo nel vederci, come dire, un po’ fuori target. Il tipo invece non si è preoccupato proprio di niente perché poco dopo ci è venuto incontro per presentarsi e a fare gli onori di casa. Quando io ho capito che era lui ho tirato un sospiro di sollievo, a Marianna gli si è tolto il sorriso finto sulla faccia e le è tornato, per fortuna, il suo sguardo indagatore che proietta ogni volta che le presentiamo uno nuovo e Veronica si è sciolta i capelli ormai al sicuro dai pidocchi, perché il tipo era rasato, carino, occhi chiari e anche profumato!
Il concerto per fortuna è durato poco, giusto il tempo per un altro giro di Cosmopolitan che, forse come diceva Marianna, ci hanno aiutato a vedere il tipo carino, ma di sicuro hanno aiutato a divertirci per l’ennesima serata solo per il fatto di stare insieme, anche se stavolta insieme è significato essere un gruppo di donne con i capelli più corti di quelli degli uomini. Ma pur sempre più puliti e profumati, si intende!

COSMOPOLITAN

Ingredienti:
5/10 di VODKA secca
1/10 di succo di LIMONE filtrato
2/10 di SUCCO DI MIRTILLI rossi
2/10 di COINTREAU

Preparazione:
1) in una coppa Martini mettere il ghiaccio per far freddare il bicchiere
2) riempire di ghiaccio per i 3/4 dello shaker
3) versare tutti gli ingredienti dentro lo shaker
4) shekerare
5) svuotare il bicchiere del ghiaccio
6) filtrare il cocktail nella coppa Martini

Decorare con una fetta di limone e dei mirtilli.

Lavori Domestici

Come Preparare la Rosetta Romana

In questo periodo la mia amica Runci va via come il pane, o come meglio precisa Marianna quando le racconto le cronache dal mondo runciano, va via come le rosette calde. E devo dire che sarebbe impossibile il contrario, perché è nel suo periodo di massimo splendore e sprigiona vivacità da ogni poro. Forse anche troppo, dato che sono due notti che torniamo tardi a casa e mentre io mi ruzzolo sul divano alla ricerca del mio plaid con ancora la maglietta addosso, lei gironzola per casa, su e giù per la scaletta, fuori e dentro dal bagno, per passarsi lo smalto all’una di notte, depilarsi alle 2,00, mangiare alle 3,00 “perché sai dopo tutta questa fatica mi è venuta proprio fame”, cacciare farfalle mai prese alle 3,30, cercare il rifugio delle farfalle in credenza alle 4,00 e finalmente darsi pace intorno alle 5,00, arrendendosi al fatto che se teniamo la finestra aperta e la luce accesa quelle entrano in casa per farle dispetto, ma almeno a quel punto trova finalmente soluzione nello spegnere la luce e decidendo di andare a dormire.
E poi chiacchiera, chiacchiera… e quando capisce che sto per chiudere anche il terzo occhio, quello della mente, perché gli altri due da un bel pezzo hanno calato la saracinesca, di soppiatto si sdraia accanto a me e nell’orecchio mi inizia a leggere gli ultimi messaggi che si è scambiata prima con quello della palestra, che però non ci piace più di tanto (ovviamente plurale maiestatis: non è che potrò lasciare il divano al primo che passa) perché la prima volta che ci è uscita lui ha chiesto alla cameriera di portargli una forchetta, peccato però che erano andati al giapponese e queste sono cose su cui – è chiaro – non ci si può passare sopra; poi con quello che sin da subito abbiamo eletto l’uomo della vita, o meglio l’ho eletto io, perché lei ogni due per due mi saltella in stanza, una volta per dirmi “quanto è dolce” e un’altra “mmm… questo non mi convince proprio”, a seconda che lui scriva se sta andando al cinema e quindi non potrà rispondere al cellulare, o se sta passando davanti ad un negozio di animali e ha avuto la brillante idea di comprare un cagnolino tutto per loro. E si sa che un cane dura almeno 15 anni ed è per questo che l’ho eletto uomo della vita.

Ma la causa delle occhiaie di domani mattina – le mie, non le sue, perché come vi ho detto questo periodo è talmente solare di suo che è passata dalle tre creme a strati spalmate ogni sera, al solo sapone per il viso la mattina – non è nessuno dei due tipi di cui vi ho raccontato poco fa. Il tipo in questione è quello che l’ha fermata domenica scorsa, mentre lei era in un centro commerciale completamente assorta a comprare la maglietta uguale identica a quella della Satta con i soldi risparmiati dalle tre creme che ora non mette più, chiedendole che partita di calcio si stesse ascoltando alla radio. Avete capito? Mentre io ero allo stadio circondata da uomini di tutte le specie che nemmeno alla tranquillità del 3° gol hanno pensato di distrarsi guardandosi intorno e magari nella mia direzione (no Daniele, tu non conti. Tu no uomo, tu Sampei e io non farò mai la fine del pesce da pasturare!), lei se ne andava in giro tutta scompigliata venendo rimorchiata da questo ragazzo che oltre ad essere alto (conditio sine qua non della Runci manco fosse figlia di un vatusso) è anche carino e pure simpatico. E dato che dovevamo scoprire se potevamo sostituirlo all’altro come uomo della vita, la sera dopo ci è uscita. L’incontro è andato bene, anche perché sono andati a mangiare la carne e lì la forchetta la doveva usare per forza, ma già dai messaggi del dopo incontro magari qualcosa l’avremmo dovuta intuire…
Tutto il giorno non hanno smesso di chattare, fino a quando è arrivato il momento runciano per eccellenza, ossia l’estetista per la sua preziosa manicure. Il tipo è entrato nel panico mandandole una serie di messaggi a raffica per sapere dove fosse, perché non rispondesse e come faceva a stare dall’estetista alle ore 23,30. Lei ha prima provato a spiegargli che con le dita dentro il fornetto del gel le era un po’ complicato digitare sulla tastiera – omettendo che in realtà era nel bel mezzo di una conversazione in cui spiegava quanto sia fondamentale saper mangiare con le bacchette – e poi gli ha anche inviato la foto dell’estetista come prova della veridicità dei fatti, ma evidentemente lui ha pensato stesse al circo con la donna cannone, perché le ha inviato un “buon anno” e ha spento il cellulare, per poi rifarsi vivo la mattina dopo con questo messaggio che riporto – giuro – fedelmente: “Se vuoi chiamami… Io credo sto per finire i soldi”.

Per fortuna, quando è arrivato il messaggio avevamo già attivato quel neurone a testa che le farfalle della Runci non avevano fatto in tempo a divorare durante la notte e dopo un “nun-gne-la-posso-fa” detto all’unisono, abbiamo convenuto insieme la seguente risposta: “Io i soldi li ho finiti con questo messaggio. Buona Pasqua”. Il tipo ha anche avuto il coraggio di rispondere, ma noi no… Vero, Runci???
Insomma, morale della favola: la mia Runci questo periodo sarà pure ambita come una rosetta calda, ma poi a mangiarsela non ci riesce nessuno, ovviamente tranne me! E siccome anche voi che avete la pazienza di leggere questo blog meritate la vostra rosetta calda, ecco a voi la ricetta.

Ingredienti

> Per la biga:
– 50 g di FARINA MANITOBA tipo 00
– 225 g di ACQUA minerale naturale
– 5 g di LIEVITO DI BIRRA fresco
> Per l’impasto:
– 100 g di FARINA
– 87 g di ACQUA MINERALE NATURALE
– 9 g di SALE
– 3 g di MALTO D’ORZO
– 4 g di LIEVITO DI BIRRA fresco
– 6 g di LECITINA DI SOIA (coadiuvante naturale)

Preparazione

1) sciogliere il lieveto nell’acqua
2) versare nell’impastatrice la farina e poi l’acqua
3) mettere a velocità 1
4) l’impasto è pronto quando omogeneo e non granuloso
5) prendiamo l’impasto e posiamolo con la forma di una palla su unna spiana di legno
6) copriamolo con un canovaccio e lasciamolo lievitare per almeno 24 ore
7) quella che otteniamo è la cosidetta biga
8) Il giorno dopo aggiungiamo alla biga gli altri ingredienti poco alla volta tranne il sale (sempre nell’impastatrice)
9) mandiamo l’impastatrice a velocità 1 per 10 minuti
10) quando l’impasto si è staccato completamente dalle pareti allora aggiungiamo il sale e aumentiamo la velocità a 3 o 4
11) prendere l’impasto e lasciarlo riposare almeno per 30 minuti
12) una volta riposato, stacchiamo dei pezzi da circa 80 g ciascuno e formiamo delle pallette
13) anche le pallette vanno fatte riposare per almeno 30 minuti coperte
14) a questo punto prenidiamo un tagliamele e pressiamo ciascuna palletta, senza arrivare fino in fondo
15) lasciamo lievitare per altri 60 minuti

Ora è possibile infornare. Forno statico a 250° per 25 minuti. Posare le forme ovviamente con la rosa in alto e su una teglia rivestita con carta forno.