Consumatori

Recensione Imetec Zero Glu

Ci troviamo questa volta ci troviamo a recensire una macchina del pane senza glutine realizzata da Imetec, studiata per venire incontro alle esigenze di celiaci e di tutti coloro che necessitano l’utilizzo di farine particolari nella propria dieta, stiamo parlando della Imetec 7815 Zero Glu, macchina che abbiamo testato per voi e di cui vogliamo fornirvi quante più informazioni possibile.
Cominciamo con il dire che la Imetec 7815 Zero Glu si presenta sotto un design moderno e luminoso, pur rimanendo abbastanza lineare e semplice. La sua forma è piuttosto compatta anche se le sue dimensioni non sono del tutto piccole. I colori predominanti sono acciaio nella parte centrale e bianco nella parte superiore, dove si trovano il coperchio e il pannello dei comandi. Quest’ultimo è dotato di un ampio display digitale e di 6 pulsanti che spiccano grazie al loro colore arancio.

Ma passiamo ora alle altre caratteristiche strutturali e gli accessori che contraddistinguono questo modello Zero-Glu. Possiamo notare che la Imetec Zero-Glu è dotata di ben 2 pale impastatrici e dispone di 5 cestelli antiaderenti: uno per il formato pane in cassetta (in grado di produrre fino ad 1 kg di pane), due per produrre pane formato ciabatta (2 formati ciabatte da 250g ciascuna per ogni contenitore) e due per produrre panini (6 formati panini da 80g ciascuno per ogni contenitore). Insieme alla macchina per il pane Imetec 7815 Zero Glu, in dotazione viene fornito anche un utile e accurato ricettario.

Funzionalità e Tecnologia Imetec 7815 Zero Glu

Dal punto di vista tecnico e funzionale, possiamo subito notare che la Imetec 7815 Zero Glu è stata dotata di un motore abbastanza potente, si parla di circa 920 watt.
La caratteristica funzionale che rende unico questo modello di macchina per il pane, riguarda la programmazione. La Imetec Zero Glu, infatti, dispone di ben 20 programmi, in grado di rispondere alle diverse lavorazioni e caratteristiche di ogni farina: 7 programmi sono dedicati alle farine senza glutine, 6 alle farine dietetiche (integrali, di farro, di kamut, ecc.) e gli altri 7 sono dedicati alla lavorazione di farine tradizionali e alle funzioni di solo impasto e cottura.

Tra le altre funzioni troviamo, inoltre, quella per la scelta del formato di pane da produrre (pagnotta, ciabatte o panini), quella per la scelta del livello di doratura (chiara, media o scura) e la funzione per l’avvio programmabile (posticipabile fino a 15 ore).

Test Imetec 7815 Zero Glu

Passiamo ora al nostro test sulla Imetec 7815 Zero Glu. Questa macchina del pane, ci è sembrata un elettrodomestico per la panificazione decisamente valido e completo. Semplice da utilizzare, offre una vasta gamma di programmi in grado di venire in contro ad ogni tipo di esigenza e ci è sembrata anche un’ottima alternativa per chiunque abbia problemi di intolleranze o abbia particolari necessità dietetiche.
La potenza di questa macchina per il pane Imetec è decisamente buona e abbiamo apprezzato il fatto che la macchina sia stata dotata di 2 pale impastatrici, che migliorano e facilitano la lavorazione dei vari impasti, e di diversi cestelli che ci hanno permesso di sperimentare anche i formati più piccoli di pane. Questo modello, infatti, ci ha dato la possibilità di realizzare dei panini di kamut e delle ciabattine senza glutine, senza grandi difficoltà. Ma non solo, i piccoli formati ci hanno permesso anche di preparare dei dolcetti e merendine utilizzando farine alternative.

La chicca in più sta nel ricettario che viene fornito in dotazione: con ben 100 ricette dettagliate e accurate, è un validissimo aiuto per riuscire a realizzare preparazioni sia dolci che salate con qualsiasi tipo di farina. I passaggi sono spiegati molto bene e si riescono a seguire dosi e istruzioni nel dettaglio senza alcuna fatica, praticamente si può preparare di tutto. Per quanto riguarda aspetti negativi, non abbiamo notato nulla di strano o di anomalo.

La macchina fa il suo lavoro, è robusta e molto versatile. Se proprio vogliamo trovare qualcosa da ridire, forse potremmo lamentarci del prezzo, leggermente superiore rispetto ad altri modelli e le dimensioni che non sono del tutto piccole. Ma se si tiene presente l’ottima qualità di questo elettrodomestico, l’ultra-funzionalità e le varie caratteristiche di cui la Imetec 7815 Zero Glu è stata dotata, riteniamo che entrambi questi aspetti sono più che giustificabili.

Scheda Tecnica

Potenza 920 watt
Programmi 20
Forme di pane 3
Avvio programmabile fino a 15 ore
Livelli di doratura 3
Display
Memoria in caso di mancata corrente per 15 minuti
Interruttore on/off
Contenitore antiaderente per panini 6 panini
Contenitore antiaderente per ciabatte 2 ciabatte
Gancio per estrazione pale
Colore bianco / acciaio
Ricettario in dotazione

Vantaggi e Svantaggi

Vantaggi
Potenza molta buona
Compatta
Ottimi materiali
5 cestelli in metallo antiaderenti
Partenza ritardata
3 livelli di doratura
3 forme di pane
7 programmi specifici per pane senza glutine
6 programmi specifici per farine dietetiche
2 pale impastatrici
Ricettario molto accurato e vario
Display digitale
Facile da usare
Rapporto qualità/prezzo molto buono

Svantaggi
Un po’ ingombrante

Conclusioni

La macchina del pane Imetec 7815 Zero Glu ci è sembrata un ottimo prodotto, particolarmente indicato per tutti coloro che necessitano di seguire un’alimentazione senza glutine e senza grano, ma anche per chi ha particolari esigenze dietetiche in quanto è in grado di lavorare un gran numero di farine alternative con ottimi risultati. I 20 programmi a disposizioni, le 3 possibili forme di pane che si possono scegliere (pagnotta, ciabatta e panini) e la possibilità di preparare impasti sia dolci che salati, rendono questa macchina per il pane estremamente versatile. Perfetta per tutta la famiglia, in quanto è fornita anche di programmi per le farine tradizionali, grazie alla sua capacità massima di 1kg la Imetec 7815 Zero Glu può essere ideale per nuclei famigliari medio-numerosi che sono alla ricerca di un elettrodomestico in grado di rispondere alle esigenze di tutti. Per concludere, secondo noi, il suo rapporto qualità/prezzo è molto buono.

Lavori Domestici

Come Fare la Lavatrice

Single o no primo o poi ci tocca…e saremo: noi i panni e la lavatrice!!!
Il c’era una volta della massaia, ci parlava di bucato con la cenere!!Cenere di legna che essendo ricca di sostanze potassiche agiva sui grassi riducendoli in goccioline finissime!(oggi il mercato è pieno di prodotti ingannevolmente a base di cenere!! Assurdo!! farebbero di tutto per farci cadere nell’acquisto!!!)
Ma soprattutto parlava di tanto lavaggio a mano.
Fortunatamente o no ,oggi esistono spaziali lavatrici che simulano quasi perfettamente il lavaggio a mano, quindi anche delicati come seta e lana possono essere lavati senza alcun rischio.
Personalmente alcuni capi preferisco sempre gestirli io..mancanza di fiducia completa della macchina? ancoraggio estremo alle vecchie tradizioni? Chissà…comunque sul lavaggio a mano altro post!!

Tornando a noi:
ecco secondo me i punti essenziali da conoscere in modo da potersi cimentare nel lavaggio con meno timore di sbagliare.La pratica vi farà svolgere il tutto poi in 10 minuti!!Ve lo assicuro!

– conoscere i simboli etichette (almeno le basilari!!)- selezionare i capi
– pretrattamento capi sporchi
-caricamento lavatrice e scelta programma giusto

Conoscere tutti i simboli etichette sui vestiti

Loro vi aiuteranno e vi diranno come vogliono e devono essere lavati!
Quindi prima di staccare tutte quelle etichette fastidiose ricordiamoci sempre di lasciare quella sulle indicazioni trattamento!!soprattutto se siamo single alla deriva!!
In genere ne troviamo 5 perchè sono 5 le indicazioni
– lavaggio
– asciugatura
– stiraggio
– candeggio
-pulitura a secco


LAVAGGIO

Indica a quanti gradi massimo possono essere lavati i capi in lavatrice. Di solito sono:
max 95° per le lenzuola bianche, con centrifuga normale
max 60° per le lenzuola colorate
max 40° per le magliette colorate
max 30° per tutti i capi che hanno i colori molto delicati.

Tutti questi lavaggi prevedono risciacqui e centrifughe normali

Quando compare sotto la vaschetta la riga vuol dire che il capo deve essere lavato con programma delicato sino ad un massimo della temperatura indicata.

Se non vi è linea vuol dire che si può fare il Programma cotone con velocità massima.
Se c’è 1 linea sta ad indicare il Programma di capi sintetici con una velocità media
Se ci sono 2 linee indica che occorre eseguire un Programma lana cioè con velocità minima.

Il capo deve essere lavato solo a mano!

Tutti i simboli con X sono ciò che dobbiamo evitare,in questo caso il capo non deve essere lavato con acqua!

ASCIUGATURA

Tamburo rotativo… mamma mia che parolone!! Ovvero l’asciugatrice.

Cerchio con due punti. Asciugare normalmente nell’asciugatrice.
Cerchio con un punto. Asciugare nell’asciugatrice con il programma delicato.
Cerchio barrato con X. NON asciugare nell’asciugatrice.

STIRAGGIO

Qui manca il ferro da stiro con la x che vuol dire NON STIRARE:
Il resto parla da solo, ricordo che si trova il ferro con un solo pallino meglio non usare il vapore. Si può eventualmente utilizzare la pressa da stiro sfruttando la modalità senza vapore.

LAVAGGIO A SECCO
Vi aggiungo altri simboli che potreste trovare , alcuni più utili se li portate alle lavasecco.

W barrata con la X Lavare solo a secco.
P. L’indumento può essere pulito con solventi percloroetilene, idrocarburi, R113 ed R11
F. L’indumento può essere pulito con solventi R113 e idrocarburi.
W. L’indumento può essere sottoposto ad un procedimento di lavaggio ad umido.
P. CON LINEA SOTTO L’indumento può essere pulito con solventi percoloroetilene, idrocarburi, R113 ed R11, nel rispetto dei limiti per quanto riguarda la temperatura e l’umidità.
F. CON LINEA SOTTO L’indumento può essere pulito con solventi R113 e idrocarburi, nel rispetto dei limiti per quanto riguarda la temperatura e l’umidità.
W. CON LINEA SOTTO Il capo può essere sottoposto ad un procedimento di lavaggio a umido con alcune limitazioni all’azione meccanica.

Come selezionare i capi per il lavaggio

Per comodità e funzionalità io ho una cesta dei panni divisa in due.. comprata al magico mondo IKEA, in questo modo almeno la selezione principale si compone da sola, ovvero scuri e chiari. Un unico contenitore con divisorio all’interno.
Lo so esistono i fantastici panni cattura colore, che comunque tengo in casa.. ma cerco d’evitarli anche perchè i panni sporchi in casa mia sono tantissimi quindi non ho problemi di caricare lavatrici mezze vuote ed essere costretta alla miscellanea!!!
Veniamo a noi…
Selezionare i capi vuol dire anche conoscere i simboli etichette.La selezione è su quattro punti:

Selezione tipo di tessuto dividere cotone dalla lana e seta, non lavarli mai assieme!
Selezione temperatura attenersi alle temperature indicate sulle etichette, piuttosto stare bassi che più alti.
Selezione grado di sporco meglio dividere i capi poco sporchi, esiste sempre un programma giornaliero nella lavatrice che ci farà risparmiare corrente e detersivo.I capi sporchi hanno bisogno di trattamento più intensivo..
Selezione colore come detto esistono i panni cattura colore colore, ma se è possibile meglio evitarli.. infondo sono una spesa in più che con pochi accorgimenti si può evitare!!I capi neri e rossi tendono a scolorire facilmente quindi obbligo separarli fra loro e soprattutto dai bianchi o comunque chiari.!!

Pretrattamento capi sporchi

I tessuti molto sporchi teoricamente andrebbero lavati ,comunque trattati subito…per quanto mi riguarda raramente riesco ad essere così tempestiva!!.. anche per pigrizia…Farò in seguito un post su come trattare le varie macchie.. quelle odiose per capirci, comunque il concetto di base è che prima d’inserire i panni in lavatrice passateli velocemente al vostro occhio.. e dove vedete macchie passate il famoso pezzo di sapone di Marsiglia appena umido..talvolta uso anche smacchiatori a spruzzo, che dire… funzionano.. ma amo prodotti più naturali per pulire,più sani per la mia pelle più sani per i capi e lavatrice!!Ricordate comunque che le macchie a seconda della loro origine possono essere:dissolte, emulsionate o assorbite.. per questo la tempestività è importante, e il metodo che usiamo per toglierle.
Dissolventi sono l’acqua tiepida( su sciroppi e sostanze zuccherine),l’alcool,la benzina,assorbenti sono il talco, la farina (grassi …) emulsionanti il sapone.

Caricamento e scelta del programma

Caricare bene la lavatrice è importante sia per una buon resa del pulito sia per il risparmio energetico.
Se il cestello è troppo pieno non gira bene,quindi i capi non verranno puliti bene, al contrario un cestello semivuoto è un vero spreco energetico.

Quando il cestello è caricato bene?
Quando una volta riempito possiamo inserire la mano stesa ben aperta.
Ricordarsi che in caso di lavaggio lana va riempito al massimo a metà!!La lana assorbe molta acqua, troppi capi porterebbero al non lavaggio… e aperto il cestello vi potreste trovare maglie addirittura in alcuni punti asciutte!!!!
5. La centrifuga
Volevo spendere due parole su questa funzione.
Il suo scopo è quello di ridurre la quantità d’acqua nel capo, quindi una rapida asciugatura, ma molti sono i suoi svantaggi(restringimento del tessuto) quindi meglio non abusare e in alcuni casi evitare totalmente per non danneggiare l’indumento.(vedi lana o seta)
I capi di cotone come lenzuola ,asciugamani,asciughini,tovaglie,mutande.. possono essere centrifugati tranquillamente ad alto giro anche se consiglio di non superare mai i 550 giri.
Le t-shirt in particolare una volta lavate è bene sempre tirarle prima di stenderle.. in modo da riallungare la fibra.
I capi di lana NON vanno centrifugati.. quindi deselezionarla sempre!!!Altrimenti troverete vestiti per le barby !

Consiglio inoltre soprattutto d’estate con le belle giornate evitare centrifughe alte.. i panni stesi più bagnati risulteranno meno stropicciati!!!e vi faranno risparmiare tempo e soldi durante la stiratura!!

Conclusioni

Svuotare il cesto panni sporchi, dividere capi di lana e seta da quelli di cotone.
Separare neri dai chiari.. guardare quale gruppo raggiunge il pieno carico(per un risparmio energetico),a questo punto vedere se i capi scelti hanno lo stesso grado ti sporco, ricordandovi che i più robusti (lino, cotone, biancheria) sopportano fino a 90°, i bianchi non troppo sporchi e i sintetici resistenti fino a 60°, e i delicati o le fibre come lycra, nylon, lana e seta, non devono superare i 30° e niente centrifuga!
Pretrattare i capi con macchie con sapone al pezzo o il prodotto che preferite…
Se siete incerte sull’uso della candeggina, prima di aggiungerla(sinceramente io la sconsiglio..), controllare sull’etichetta che il simbolo corrispondente (triangolo) non abbia una croce sopra (in tal caso non effettuate il candeggio).
Attente anche alla quantità di detersivo e ammorbidente da versare nella vaschetta. Ne parleremo in seguito comunque cercate di evitare l’uso dell’ammorbidente perchè fa malissimo alla pelle, rovina le fibre… le allarga ,le sfibra in poche parole e fa effetto peggiore della varichina..ovvero buchi!!!Inoltre consiglio l’uso dell’aceto bianco.. versato direttamente nella vaschetta dell’ammorbidente.. toglie il calcare dall’acqua quindi rende i capi più morbidi senza rovinarli.. e poi aiuta a non farli stingere.
Non caricate eccessivamente il cestello
Evitate di centrifugare i capi delicati come foulard di seta, maglie di lana o tende .
Per salvaguardare invece intimo di pizzo, merletti e paillettes, proteggete i capi all’interno di una federa di cotone bianco.
Per evitare di scolorire jeans, gonne o pantaloni scuri, lavateli al rovescio e a freddo , senza lasciarli a lungo nel cestello al termine del lavaggio e non stendeteli al sole, regola valida per ogni indumento sia bianco(ingiallisce) sia colorato (scolorisce).
Stendere sempre a rovescio.

Giardino

Come Sfruttare gli Insetticidi Naturali

Gli insetticidi naturali sono prodotti che aiutano a controllare e combattere gli insetti dannosi per le piante e gli animali, utilizzando ingredienti di origine naturale o biologica.

Vantaggi degli insetticidi naturali

Ci sono diverse ragioni per scegliere gli insetticidi naturali rispetto a quelli chimici o sintetici:

Impatto ambientale ridotto: Gli insetticidi naturali tendono ad avere un impatto ambientale minore rispetto ai prodotti chimici, poiché sono biodegradabili e meno persistenti nell’ambiente. Ciò riduce il rischio di inquinamento del suolo, dell’acqua e dell’aria.

Sicurezza per gli organismi non bersaglio: Molti insetticidi naturali sono selettivi e mirano specificamente agli insetti dannosi, riducendo il rischio di danni agli organismi non bersaglio, come api, lombrichi e altri insetti utili. La conservazione degli insetti benefici è cruciale per mantenere un equilibrio naturale nell’ecosistema e per la pollinizzazione delle colture.

Minor rischio per la salute umana: Gli insetticidi naturali generalmente presentano un minor rischio per la salute umana rispetto ai prodotti chimici. Molti insetticidi sintetici possono essere tossici e possono accumularsi nel corpo umano attraverso la catena alimentare o l’esposizione diretta. Gli insetticidi naturali, invece, tendono ad essere meno tossici e a non accumularsi nel corpo.

Riduzione della resistenza degli insetti: L’uso eccessivo e ripetuto di insetticidi chimici può portare allo sviluppo di resistenza negli insetti bersaglio, rendendo i prodotti chimici meno efficaci nel tempo. Gli insetticidi naturali offrono un’alternativa e possono contribuire a ridurre la pressione selettiva per la resistenza.

Sostenibilità: L’utilizzo di insetticidi naturali è in linea con i principi dell’agricoltura sostenibile e biologica, che promuove pratiche agricole rispettose dell’ambiente e della salute umana. L’uso di prodotti naturali può contribuire a creare un sistema agricolo più resiliente e sostenibile nel lungo termine.

Come utilizzare gli insetticidi naturali

Conoscete per esempio il tagete, che si chiama anche «garofano d’India» dai petali gialli, arancioni o picchiettati di bruno, che diffonde un forte odore pepato e muschiato e che può disturbare certi olfatti sensibili? ,
In Africa, se ne intrecciano delle ghirlande messe a seccare nelle case per allontanare le mosche. Perché non provare anche voi questa bella ricetta colorata?
Se si fanno bollire le foglie di tagete, si ottiene un decotto che, utilizzato polverizzandolo sulle piante del giardino, allontana i pidocchi, i bruchi ed altri nemici nascosti sotto terra come gli aleuroni e i nematodi. D’altronde, in giardino, avete tutto l’interesse a coltivare i garofani d’India perché le loro radici emettono delle sostanze che impediscono la proliferazione dei funghi e delle lumache: sono veramente la panacea universale! E saprete tutto quando ricorderete che queste sostanze hanno anche la proprietà di non piacere alle erbacce che preferiscono allontanarsi e installarsi in un altro territorio!

Il geranio «rosato» (Pelargonium graveolens) ha delle foglie molto ritagliate che evocano piuttosto una felce che le foglie del geranio tradizionale. Il loro odore ha una forte dominante di melissa e disturba sovranamente mosche e zanzare: piantatelo sul bordo della finestra come si fa d’altronde nel Mezzogiorno e nelle Lande. Questi gerani dal profumo tanto particolare possono essere collezionati, perché ne esistono parecchie varietà dagli odori molto diversi.

Le ortiche hanno molti difetti, tra gli altri quello di bruciare dolorosamente la pelle, ma possono giocare un ruolo molto efficace contro i pidocchi a condizione di farle fermentare per ottenere lo scolo di ortiche. A questo scopo, bisogna riempire un recipiente abbastanza alto (tipo fusto o barile) di foglie di ortiche e aggiungervi dell’acqua fino al bordo. Fin dal secondo giorno, le ortiche fermentate sono utilizzabili come strumento di lotta preventiva contro i pidocchi. Inoltre, questo liquido, molto ricco d’azoto, è un meraviglioso concime naturale.

Le pulci detestano l’odore delle foglie fresche di pomodoro, così come le mosche. Coltivate dei pomodori sul davanzale della finestra: non hanno bisogno di molta terra per svilupparsi e possono perfettamente crescere in vaso.

Il limone, per il suo odore, fa scappare le formiche (particolarmente quando è ammuffito!). Utilizzatene il succo per cospargere tutto quanto potrebbe essere alla loro portata.

Quanto all’aglio, certi giardinieri affermano che basta piantarne qualche spicchio sotto le piante amate dai pidocchi per vederli disertare.

Preparerete una ricetta ancora più efficace contro questi neri nemici del giardino, sbucciando degli spicchi d’aglio freschi ai quali mescolerete una cucchiaiata di schegge di sapone di Marsiglia, il tutto messo a bagno per una notte nell’acqua calda. L’indomani, polverizzerete questo decotto sulle piante attaccate e vedrete fuggire i pidocchi (e forse fuggirete voi stessi perché l’odore è veramente temibile!). Ricominciate questo trattamento parecchie volte, perché si dimostri efficace.

Fai da Te

Come Coltivare Funghi in Casa

Se coltivare i funghi in casa è una delle vostre aspirazioni e non temete di cimentarvi nella realizzazione di una piccola fungaia fai da te, allora siete al posto giusto. Con questa breve guida vi daremo qualche utile consiglio per avviare una piccola produzione di funghi, in casa o in giardino.

COSA SERVE PER INIZIARE

Per poter coltivare i funghi in casa avrete bisogno di un briciolo di organizzazione e di pochi elementi base, quali:

Una cassetta di legno a bordo alto, come quelle usate per la frutta o per la verdura.

Un sacchetto di plastica nero per foderare l’interno della cassetta.

Del substrato, ovvero del terreno colturale composto da una miscela di letame molto maturo, paglia, foglie e scarti vegetali secchi in quantità adatte per riempire la cassetta.

Circa 2 kg di terra fine non troppo acida, corretta con un pugno di polvere di gesso, che dovrete sterilizzare in forno ad una temperatura di 80° C. Si raccomanda di non superare la temperatura consigliata altrimenti verranno uccisi anche i batteri buoni utili allo sviluppo del micelio.

Una quantità di circa 30 gr di micelio di fungo che trovate in qualsiasi consorzio agrario o negozio per l’agricoltura e per il giardinaggio. Sono disponibili diverse tipologie di micelio come lo Champignon, i Pioppini, i Pleurotus a seconda di quello che volete coltivare.

PROCEDIMENTO

Lavate con molta attenzione la cassetta e una volta asciugata per bene foderatene l’interno con il sacchetto nero, coprendo ogni spazio e lasciando un lembo più lungo in modo da utilizzarlo come copertura. A questo punto prendete il substrato che avete miscelato precedentemente e versatelo nella cassetta compattandolo, per non lasciare spazi di aria, fino a 5 cm dal bordo superiore. Bagnate bene con acqua tutta la superficie, coprite con il lembo del sacchetto nero e fate riposare per due settimane in modo che eventuali processi di fermentazione si esauriscano.

Trascorse le due settimane dovrete porre il micelio da voi scelto all’interno di alcune buchette, profonde 3-4 cm, che procederete a fare nel substrato alla distanza di 10-15 cm l’una dall’altra. Bagnate di nuovo tutto, coprite con il lembo del sacchetto e riponete in un ambiente alla temperatura compresa tra 22-28° C. Dopodiché per mantenere la giusta umidità annaffiate tutti i giorni senza però creare degli accumuli di acqua.

Dopo aver ripetuto questo procedimento per 20 giorni circa, in prossimità delle buchette si sarà formata una sorta di muffa bianca, è il micelio che sta affiorando. A questo punto ricoprite tutto il substrato con un nuovo strato di terra sterile e non acida spesso 1-2 cm e subito dopo bagnate, compattate delicatamente e lisciate. La cassetta così preparata andrà ricoperta con il telo di plastica solo parzialmente e riposta in un ambiente ad una temperatura ideale tra 12-14° C. In questa seconda fase è bene conservare la cassetta in un luogo ombreggiato, pulito, umido e fresco, come ad esempio un angolo esterno della casa che però non sia esposto al sole e al vento. Bagnate tutti i giorni per mantenete la giusta umidità senza creare ristagni d’acqua.

All’incirca 15-20 giorni dopo, i primi funghi faranno la loro comparsa e cresceranno fino a quando, raggiunta la dimensione giusta, saranno raccolti con l’aiuto di un coltellino e senza strapparli dal terreno. Continuate ad annaffiare regolarmente il micelio che così produrrà funghi per circa 4-6 mesi, e a riprese, in relazione alla qualità del substrato e alle condizioni ambientali.

Se non avete il tempo necessario da dedicare alla preparazione del substrato oppure avete difficoltà a reperire i materiali, in commercio esistono dei substrati già pronti all’uso, molto pratici ed economici. Dovrete solo annaffiarli e i funghi spunteranno in men che non si dica. I kit pronti, reperibili in vivai oppure su internet, offrono una grande varietà di coltivazioni come Pleurotus, Pioppini, Chiodini, Corallini, Champignon e molti altri.

RACCOMANDAZIONI

Per la coltivazione dei funghi è bene mantenere la massima igiene in quanto sono molto sensibili a malattie e parassiti, perciò ricordate di effettuare la sterilizzazione in forno a 60-80° C per un paio di ore. Mantenete pulito il luogo dove andrà posizionata la cassetta, meglio se poggiata su due mattoni, attraverso una spolverata di calce oppure distendendo a terra un telo di plastica. Laddove, durante la crescita, dovessero comparire muffe o macchie toglietele subito con un coltellino.

 

Consumatori

Come Utilizzare l’Estrattore di Succo

Molte persone sono ancora convinte che l’estrattore “spreme” la frutta, in realtà la funzione di spremitura è molto riduttiva e poco appropriata per un accessorio del genere. L’estrattore di succo, mastica lentamente la frutta e la verdura, estraendo solo il meglio da essa e preparando così un succo pulito e gustoso, con un minimo di scarti.

Come scegliere l’estrattore di succo

Scegliere l’estrattore di succo giusto dipende dalle tue esigenze e dalle tue preferenze personali. Ecco alcuni fattori da considerare per aiutarti a scegliere l’estrattore di succo migliore per te:

Tipo di estrattore: Ci sono due tipi principali di estrattori di succo: a centrifuga e a spremitura lenta (masticatore). Gli estrattori a centrifuga sono più veloci e generalmente più economici, ma potrebbero non essere efficienti nel estrarre il succo da foglie verdi o erbe. Gli estrattori a spremitura lenta masticano lentamente gli ingredienti e sono più efficienti nel estrarre il succo da foglie verdi, erbe e frutta morbida. Tuttavia, sono generalmente più costosi e più lenti rispetto agli estrattori a centrifuga.

Facilità di pulizia: La pulizia è un aspetto importante da considerare, poiché gli estrattori di succo possono essere difficili da pulire. Cerca modelli con parti smontabili che possono essere facilmente pulite a mano o in lavastoviglie. Un estrattore facile da pulire ti incoraggerà a usarlo più spesso.

Dimensioni e ingombro: Valuta lo spazio disponibile nella tua cucina e scegli un estrattore di succo che si adatti alle dimensioni del tuo piano di lavoro. Alcuni modelli sono più compatti e facili da riporre, mentre altri sono più grandi e richiedono più spazio.

Rumorosità: Gli estrattori di succo a centrifuga tendono ad essere più rumorosi rispetto agli estrattori a spremitura lenta. Se il rumore è una preoccupazione, opta per un modello a spremitura lenta, che è generalmente più silenzioso.

Capacità e velocità: Considera la quantità di succo che prevedi di fare in una sola volta e quanto tempo sei disposto a dedicare all’estrazione. Gli estrattori a centrifuga sono più veloci, ma potrebbero dover essere svuotati più spesso se si prevede di fare grandi quantità di succo. Gli estrattori a spremitura lenta sono più lenti ma possono gestire maggiori quantità di ingredienti prima di dover essere svuotati.

Qualità del succo: Gli estrattori a spremitura lenta producono generalmente un succo di qualità superiore, poiché il processo di spremitura lenta riduce l’esposizione all’aria e l’ossidazione del succo. Ciò può portare a un succo più nutriente e a una maggiore durata di conservazione.

Prezzo: Infine, considera il tuo budget. Gli estrattori di succo possono variare notevolmente nel prezzo, dai modelli economici a quelli di fascia alta. Scegli un modello che si adatti al tuo budget e alle tue esigenze.

Tenendo in considerazione questi fattori, potrai scegliere l’estrattore di succo più adatto alle tue esigenze e alle tue preferenze personali.

Consigli per usare al meglio il vostro estrattore

Una volta acquistato il vostro estrattore, potete iniziare subito a preparare un gustoso succo di frutta. Ma per prima cosa dovrete montarlo e seguire attentamente le istruzioni. Usare un estrattore è molto semplice, ma è opportuno farlo nella giusta maniera per evitare di danneggiarlo.

A questo punto, dovrete pulire e tagliare la frutta (o la verdura) preferita e inserirla nella bocchetta di ingresso che solitamente è piuttosto ampia, tale da permettere di introdurre anche una mela intera,. Tuttavia le dimensioni della bocca di ingresso possono variare a seconda del modello di estrattore e solitamente risulta più ampia nei modelli professionali.

Per usare al meglio il vostro estrattore di succo a freddo, ricordatevi ad esempio di tagliare a pezzi le verdure più fibrose o dure, per evitare di danneggiare la macchina. Inoltre pulite bene gli alimenti che contengono filamenti, i quali possono otturare l’apparecchio.

Non avrete invece problemi con la frutta quali mele, pere, arance, kiwi che oltre ad essere facilmente sminuzzabili, sono ricchi di succo e di vitamine, indispensabili per il vostro benessere.

Rispetto agli spremiagrumi più comuni, l’estrattore è un apparecchio che funziona a freddo, ovvero estrae il succo lentamente e senza arrivare ad alte temperature; i cibi non si ossidano e quindi mantengono inalterate le loro caratteristiche organolettiche, garantendo gusto e benessere sempre.

Infine per garantire la durata dell’estrattore di succo nel tempo, bisogna pulirlo bene ad ogni uso, con lo spazzolino in dotazione e con acqua corrente.

Alcuni modelli possono anche essere lavati in lavastoviglie. Leggete sempre attentamente le istruzioni in dotazione.

Estrattore di succo, usalo per la dieta

Forse non tutti sanno che l’estrattore di succo può essere usato anche nelle diete. Infatti, sarà un valido alleato per preparare estratti naturali detox, ad esempio con l’aggiunta di zenzero o curcuma, due potenti antiossidanti e detossinanti naturali.

Ancora non sei sicuro di come si usa un estrattore?

Dopo aver pulito e introdotto la frutta o la verdura scelta, non ti resta che far partire la macchina e aspettare che il succo puro esca direttamente nella caraffa. L’unica cosa da fare è bere in giornata il succo ottenuto perché essendo privo di conservanti, non può essere mantenuto a lungo.

Come recuperare gli scarti

A te che apprezzi centrifugare o estrarre succhi vivi potrebbe interessare il compostaggio; Hai mai pensato a quanto rapidamente si riempie il sacco dei rifiuti con gli scarti della frutta e della verdura? Per non parlare poi delle pozze di liquido lasciate in ascensore con sommo disgusto dei nostri vicini.

E’ arrivato il momento di dire basta a tutto questo e cominciare a gestire la frazione organica dei rifiuti in modo più pratico e più sostenibile per l’ambiente utilizzando una compostiera domestica.

Il compostaggio è il processo biologico di recupero della sostanza organica utile a produrre un fertilizzante naturale per la cura di tutte le piante. Questo è un processo naturale in cui i microrganismi, quali funghi e batteri, avviano la degradazione del materiale organico trasformandolo in humus. Dotarsi di una compostiera è una soluzione facile da adottare per ridurre i rifiuti prodotti nelle nostre case e allo stesso tempo dare il proprio contributo alla salvaguardia dell’ambiente. In una compostiera domestica, possono essere introdotti resti di frutta e di verdura, fondi di caffè, scarti di cibo cotto, gusci d’uovo, bustine di tè, segatura, ramoscelli, cartone, tovaglioli usati, fiammiferi e gelati.

Il compostaggio, sia domestico che industriale, è il miglior modo per ridurre la tossicità delle discariche. La frazione organica infatti contiene un’alta percentuale d’acqua, ed è il principale responsabile della produzione di percolato nelle discariche, un liquido altamente tossico che se non gestito correttamente può inquinare irreversibilmente le falde acquifere. Attraverso il compostaggio invece la materia organica si degrada ad opera di funghi e batteri senza produrre percolato e col vantaggio di trasformarsi in un fertilizzante naturale. I rifiuti alimentari prodotti nella propria abitazione, grazie ad una compostiera da balcone ad esempio, potranno essere riciclati in maniera pratica ed igienica.

La compostiera da giardino sta guadagnando popolarità proprio in quanto vi è una maggiore tendenza alla preoccupazione per la sostenibilità ed è un vero must per gli appassionati di giardinaggio fai da te. Può essere acquistata o realizzata artigianalmente.