Una piccola infiltrazione in un tubo di polietilene o PVC non provoca soltanto spreco d’acqua: l’umidità si insinua in pareti e massetti, genera correnti galvaniche che indeboliscono i raccordi metallici e, nel lungo periodo, favorisce colonie batteriche nelle acque stagnanti. Individuare la falla con tempestività preserva la struttura dell’impianto e riduce i costi di ripristino, evitando demolizioni estese o contaminazioni da muffe. I tubi plastici, privi di ruggine visibile, mascherano spesso la perdita; occorre quindi un approccio sistematico che combini osservazione, ascolto e test diagnostici.
Indice
- 1 Guardare i segnali superficiali prima di intervenire sull’impianto
- 2 Ascoltare lo scroscio invisibile con steto idraulico o microfono digitale
- 3 Misurare il calo di pressione con un manometro di linea
- 4 Utilizzare traccianti fluorescenti per fughe minute
- 5 Ricorrere alla termografia quando il tubo trasporta acqua calda
- 6 Confermare la diagnosi con il test del palloncino a bassa pressione
- 7 Considerazioni di sicurezza e preparazione alla riparazione
- 8 Conclusione: metodo e strumenti per un’individuazione senza sorprese
Guardare i segnali superficiali prima di intervenire sull’impianto
La traccia più evidente è una zona di condensa persistente su piastrelle o pareti fredde. A differenza del vapore domestico, l’alone da perdita rimane anche dopo aerazione, presenta un contorno irregolare e talvolta emana un odore di terra umida. Se il tubo corre dietro un cartongesso, la vernice forma bolle sottili mentre la lastra diventa friabile al tatto. Sul pavimento, fughe scure e intonaco che si sgretola in corrispondenza di canaline indicano la risalita capillare dell’acqua che emerge lungo la via di minor resistenza.
Ascoltare lo scroscio invisibile con steto idraulico o microfono digitale
La plastica attenua i suoni rispetto al metallo, ma una perdita di pressione crea un sibilo continuo riconoscibile con uno stetoscopio idraulico o con cuffie collegate a microfoni piezoelettrici. Disattivare gli elettrodomestici, chiudere le porte e poggiare la sonda sui punti di ancoraggio del tubo permette di mappare l’intensità del fruscio. Il valore massimo spesso coincide con il punto di fuoriuscita o con l’area immediatamente precedente, perché il getto colpisce la parete interna e vibra la plastica come una membrana sottile.
Misurare il calo di pressione con un manometro di linea
Isolare la sezione sospetta chiudendo le valvole di zona e collegare un manometro ad attacco rapido consente di verificare la tenuta. Dopo aver pressurizzato a 3–4 bar, si interrompe l’afflusso e si osserva il manometro: una perdita di 0,1 bar in un’ora è già sintomo di microfessura. Se il calo è più marcato, il tubo potrebbe presentare un taglio o un raccordo allentato. Ripetere il test a diverse sezioni in maniera sequenziale restringe la ricerca.
Utilizzare traccianti fluorescenti per fughe minute
Iniettare nel circuito una soluzione di fluoresceina al dosaggio indicato dalla scheda tecnica e far circolare l’acqua per alcuni minuti consente di visualizzare l’uscita del tracciante con una lampada UV. In ambienti bui, un alone verde brillante rivela l’esatto punto di rottura anche attraverso piccole crepe nella muratura. Il metodo è sicuro per l’uso domestico e non altera il sapore dell’acqua se dosato correttamente; dopo l’intervento il colorante si elimina con due o tre risciacqui completi dell’impianto.
Ricorrere alla termografia quando il tubo trasporta acqua calda
Se la linea difettosa conduce acqua sanitaria o di riscaldamento, una termocamera rileva la variazione di temperatura dove il fluido caldo fuoriesce e si raffredda a contatto con la muratura. La mappa termica mostra una chiazza più fredda (o più calda, a seconda dell’ambiente circostante) che si espande a raggera dal punto di foratura. Questa tecnica non richiede contatto diretto e permette di confermare la diagnosi prima di rompere la parete.
Confermare la diagnosi con il test del palloncino a bassa pressione
Una volta individuata la zona, si inserisce nel tubo un palloncino otturatore gonfiabile tramite un raccordo di servizio. Gonfiandolo a bassa pressione si seziona temporaneamente la linea; se il manometro a valle cessa di perdere, la falla è a monte del palloncino. Spostandolo di mezzo metro alla volta si delimita un tratto di pochi centimetri, riducendo al minimo la demolizione necessaria per la riparazione.
Considerazioni di sicurezza e preparazione alla riparazione
Prima di aprire la parete è indispensabile scollegare l’alimentazione elettrica delle prese vicine e proteggere i circuiti con cappucci stagni, perché l’acqua infiltratasi potrebbe aver compromesso i cavi. Durante il taglio del cartongesso o della piastrella si indossa una mascherina FFP2 per evitare di respirare polveri silicee. Identificare con nastro marcato il percorso reale del tubo aiuta l’idraulico o l’operatore a eseguire un taglio chirurgico senza danneggiare altre linee.
Conclusione: metodo e strumenti per un’individuazione senza sorprese
Localizzare una perdita in un tubo di plastica richiede occhio, orecchio e strumenti di misura: segni di umidità, ascolto del sibilo, test di pressione, traccianti, termografia e palloncini otturatori compongono una sequenza logica che porta dal sospetto visivo alla certezza. Applicando queste tecniche in ordine crescente di invasività si riducono tempi, costi e disagio per l’edificio, garantendo una riparazione mirata e duratura.
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